Calcio
Strega, il gol della rinascita: Prisco torna a sorridere e si riprende il centrocampo. Ora possono cambiare nuovamente le gerarchie in mediana
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Una traiettoria imparabile, il pallone che danzava sulla linea di porta dopo aver toccato i due pali: Antonio Prisco ha regalato, a modo suo, la seconda vittoria in campionato al Benevento. Pesantissimo il gol – ancora da fuori area come col Ravenna in Coppa – del centrocampista napoletano, il primo in carriera in B (altra rete di un esordiente dopo quelle di Salvemini col Modena e Lamesta col Verona), che permette ai giallorossi di andare alla sosta lunga con ben 7 punti in classifica, agganciando i cugini dell’Avellino, l’Arezzo, il Padova e il Cesena, prossimo avversario il 10 ottobre alla ripresa. La rete ha, ovviamente, anche un significato importante sul piano personale per il ragazzo.
A Carrara Prisco era rientrato dalla squalifica, dopo il rosso rimediato ad Ascoli, ma, a differenza che nelle prime cinque partite di campionato giocate sempre da titolare, Floro aveva scelto di non farlo partire dall’inizio, confermato la linea a tre (Kouan-Maita-Siatounis) già vista col Verona. All’alba della ripresa però l’allenatore ha richiamato in panchina un appannato Siatounis, peraltro ammonito, per inserire proprio Prisco. Il numero 4 si è piazzato davanti alla difesa, nel ruolo di play, con lo spostamento di Maita come mezzala sinistra. “Avevo perso il tempo per imbucare per Okereke, ho visto lo spazio e non ci ho pensato su due volte a calciare”, così nel post gara l’ex Recanatese ha raccontato il gol vittoria. Poi l’esultanza con la corsa sotto il settore ospiti, con tanto di abbraccio dei compagni, tutti corsi dalla panchina, maglietta tolta e (dolce) ammonizione rimediata.
La rete ha avuto insomma il sapore della liberazione per Prisco che, come svelato da Floro Flores, ha attraversato due settimane particolari dopo l’ingenua espulsione rimediata ad Ascoli che lo aveva buttato molto giù di morale. Un episodio al quale il calciatore ha reagito con il duro impegno in allenamento; ci ha poi pensato l’allenatore a rasserenarlo, derubricando l’espulsione del Del Duca come un errore di gioventù nel percorso di crescita. Già prima dell’episodio contro i bianconeri però, Prisco non stava convincendo nelle prestazioni: quell’errore nel match di Coppa Italia contro la Fiorentina (la palla persa sul gol dell’1-0 di Gudmundsson) lo aveva mentalmente condizionato nelle successive partite. Probabilmente il giocatore non si esprimeva al meglio per paura di sbagliare. Ma ora col gol segnato a Carrara a Prisco è tornato il sorriso.
Curiosità: l’ultimo gol in campionato, per il Benevento, di un centrocampista era stato proprio il suo, il 22 febbraio scorso, nella vittoria in rimonta ad Altamura. Il ritorno di Prisco comporterà, probabilmente, un cambio di posizioni nella mediana giallorossa. Floro ha infatti più volte ribadito che il classe 2004 può ricoprire soltanto il ruolo di regista e ciò dunque significherà lo spostamento, come accaduto sabato pomeriggio, di Maita nel ruolo di mezzala. L’ex Reggina ha spiegato di saper interpretare quel ruolo, ma di preferire però quello di regista soprattutto se nel centrocampo a due. “Mattia ha fisicità e qualità, deve riuscire ad inserirsi meglio senza palla. Può fare la mezzala, ma deve farla come piace a me”, ha spiegato l’allenatore prima della partita con i toscani. Nella ripresa a Carrara, il centrocampista messinese ha dimostrato di trovarsi a suo agio in quella porzione di campo, dove ha già giocato spesso in carriera, soprattutto nelle esperienze di Bari e Catanzaro.
Possibile quindi che, alla ripresa col Cesena, il Benevento possa presentarsi con una linea a tre composta da Kouan, Prisco e Maita; Siatounis sarebbe quindi l’escluso. Come alternative ci saranno anche Mannini e soprattutto Simonetti, che tornerà a disposizione dopo l’infortunio. Ora Floro avrà tre settimane di tempo per fare tutti gli esperimenti necessari e capire quali potranno essere, a centrocampo, gli interpreti migliori e in quali posizioni.





