Calcio
Ponte, la tribuna dello stadio sarà intitolata a “Don” Renato Ocone: diede impulso al calcio locale
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La tribuna dello stadio comunale di Ponte, a breve oggetto di interventi di ristrutturazione, portante e simbolo del calcio locale, avrà presto un nome ufficiale: sarà intitolata alla memoria di “Don” Renato Ocone (1914-1989), storico presidente e artefice delle pagine più esaltanti dello sport cittadino.
La Giunta Comunale ha approvato all’unanimità la delibera per la formale intestazione della struttura e la contestuale posa in loco di una targa commemorativa.
La storia del calcio a Ponte è indissolubilmente legata alla famiglia Ocone. Fu il padre di Renato, Giuseppe, a donare originariamente il terreno per il primo campo sportivo (dove poi sorse la scuola media); successivamente, fu il fratello Domenico Ocone, all’epoca sindaco, a mettere a disposizione a fine anni ’50 l’area attuale e i mezzi per realizzare i nuovi impianti.
Ma la vera svolta arrivò nel 1965, quando Renato Ocone prese le redini della “Gioventù Sportiva Ponte”. Sotto la sua presidenza, caratterizzata da una passione travolgente e da ingenti investimenti personali, il club visse il suo periodo d’oro ingaggiando tecnici di spessore (tra cui Pollak, ex ala del Napoli) e calciatori di prim’ordine, distinguendosi anche per scelte culturali d’avanguardia con l’arrivo del primo giocatore di colore della storia calcistica locale.
La squadra scalò categorie fino a conquistare nei primi anni ’70 il titolo di Campione Campano di Prima Categoria e la prestigiosa Coppa Campania, battendo in finale il Saviano dopo aver superato corazzate del calibro di Sarnese e Afragolese.
Oltre alle vittorie sul campo, Don Renato saprà trasformare il calcio in un formale momento di aggregazione sociale e di orgoglio identitario per il paese, seguito da centinaia di tifosi in lunghissime carovane nelle trasferte in tutta la regione.
«L’intitolazione della tribuna – si legge nella relazione storico-illustrativa a supporto del provvedimento – vuole rappresentare il riconoscimento di profonda stima e gratitudine dell’intera collettività per l’impegno profuso da una figura capace di trasmettere ai giovani i valori della lealtà sportiva, del sacrificio e dell’appartenenza al territorio





