Calcio
Benevento-Avellino, il doppio ex Pazienza e le due facce del derby: “Si azzera tutto, Salvemini e Russo possono deciderlo”
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Se l’ultima vittoria giallorossa in un derby è quella, in B, del primo maggio 2017 firmata da Ceravolo e Falco, l’ultimo blitz irpino è invece quello, in C, del 10 dicembre 2023, con gol di Patierno. Sulla panchina dei lupi c’era Michele Pazienza, che chiuse quell’annata al secondo posto, con tre punti in più del Benevento. Le due squadre si fermarono poi in semifinale playoff, eliminate rispettivamente da Vicenza (Avellino) e Carrarese (Benevento). Dopo un anno sulla panchina dell’Avellino, Pazienza si è seduto anche su quella del Benevento: il 5 febbraio 2025 sostituì Auteri dopo il pari interno col Monopoli.
Ma l’esperienza del trainer di San Severo durò appena cinque partite, in cui non arrivò nessuna vittoria, bensì una sconfitta e quattro pareggi. Dopo l’ultimo a Caserta, il presidente Vigorito tornò sui suoi passi richiamando Auteri. Per Pazienza poi due esperienze, con Torres e Foggia, culminate con due esoneri. Nel 2022 il tecnico pugliese, che ha rilasciato una intervista al quotidiano Il Mattino, ha centrato una promozione in C col Cerignola. Da calciatore, nell’annata 2011/12, è stato compagno di squadra di Antonio Floro Flores.
A braccetto in classifica, 4 punti nelle ultime tre partite, quasi gli stessi gol fatti (15 l’Avellino, 14 il Benevento) e gli stessi subìti (10). Che gara si aspetta?
“Si sfidano due squadre che, guardando i numeri, stanno effettivamente avendo lo stesso percorso; gli obiettivi finali sono però differenti. Entrambe stanno lavorando bene e hanno operato bene sul mercato puntando sui giovani. L’Avellino ha fatto innesti importanti e il Benevento ha mantenuto molti protagonisti della promozione, che in B possono crescere e diventare un patrimonio. Per i biancoverdi è un campionato più difficile rispetto all’anno scorso, perché ci sono aspettative più alte e anche gli avversari li considerano in maniera diversa. I giallorossi stanno invece vivendo con l’entusiasmo della neopromossa. L’Avellino ha battuto il Pisa e il Benevento ha perso a Cremona, con una partita diversa da giocare avrei detto che il risultato della partita precedente poteva incidere, ma nel caso del derby si azzera tutto. È davvero difficile fare un pronostico: entrambe se la giocheranno a viso aperto e con l’obiettivo di proseguire il percorso intrapreso”.
Un peccato l’assenza dei tifosi irpini…
“È la nota dolente della partita. Il calcio esiste perché, oltre alle squadre in campo, ci sono le tifoserie di entrambe sugli spalti e quando una delle due viene meno manca un po’ di spettacolo. Certamente il Benevento avrà una spinta importante, con lo stadio quasi pieno. Questo può essere un piccolissimo vantaggio”.
Sarà una sfida affascinante anche in panchina…
“Assolutamente sì, perché saranno di fronte due allenatori che stanno facendo un grande percorso. Nesta ha più esperienza ed ha avuto un bell’impatto in una piazza non facile come quella irpina. Antonio è stato sorprendente lo scorso anno, sta continuando su quel percorso e si sta confermando in una categoria difficile. Sono sicuro che saprà superare anche i momenti difficili che arriveranno”.
Che Benevento ha visto in queste prime dieci giornate?
“È una squadra che ha sempre bisogno di avere il pallino del gioco, di far girare il pallone con precise trame. Tutti i giocatori devono essere in sintonia tra loro per esprimere l’idea di calcio dell’allenatore. I sanniti applicano il concetto del difendersi, mantenendo il possesso del pallone. L’Ascoli lo fa benissimo, infatti è terzo, con la miglior difesa. L’Avellino, a volte, sa essere più cinico in ripartenza. Davanti ha giocatori che possono fare molto male”.
Un giocatore, da una parte e dell’altra, che può decidere il derby?
“Ce ne sono tanti in campo, ma io penso sempre che gli attaccanti debbano essere decisivi: punto su Salvemini e Russo”.





