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Calcio

Taranto, sport mai caduto così in basso. Per il rilancio del calcio si cerca un gruppo imprenditoriale solido e concreto

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Rimane incerta la situazione del Taranto FC 1927, attualmente nelle mani della famiglia Giove. Qualora non dovesse emergere un gruppo imprenditoriale solido e concreto disposto a rilevare la società, la Fondazione del Mediterraneo per lo sport potrebbe prendere in considerazione l’affiliazione alla FIGC, garantendo così la continuazione dell’attività calcistica in città, qualora non si presentassero altre soluzioni valide.

Questo rappresenta solo il primo passo verso il rilancio dello sport tarantino, che nella stagione 2024/25 ha visto la perdita sia del basket che del calcio. È importante sottolineare che la Fondazione non è direttamente legata alla futura proprietà del Taranto, sia per il calcio che per il basket. Tuttavia, in futuro, l’organizzazione potrebbe dar vita a una nuova società, qualora le circostanze lo richiedessero.

Una soluzione più percorribile potrebbe essere quella in cui la Fondazione agisca come garante, mantenendo eventualmente una partecipazione minoritaria nel nuovo assetto societario, con quote comprese tra il 10% e il 30%. In questo processo, un ruolo determinante sarà svolto anche dal nuovo sindaco di Taranto, il cui nome dovrebbe essere noto entro metà giugno.

Il tempo per comprendere l’evolversi della vicenda non manca, ma è fondamentale agire con anticipo per non perdere l’opportunità di rilancio per il calcio tarantino.

Nel frattempo è slittata di qualche giorno la nascita della Fondazione del Mediterraneo per lo Sport, l’organizzazione no-profit promossa da Massimo Ferrarese, ideatore e fondatore del progetto. L’appuntamento, a causa di alcuni intoppi burocratici legati alla redazione dello statuto, è stato posticipato e si terrà alle ore 12 di lunedì presso lo studio notarile Monti, a Taranto. Durante l’incontro, saranno rivelati il presidente e i due consiglieri del Consiglio d’Amministrazione, i cui nomi dovrebbero emergere sempre lunedì prossimo.

Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio di Taranto, ha deciso di fare un passo indietro e non farà parte della Fondazione. Questa scelta è legata ai principi fondamentali su cui si basa l’organizzazione, la quale si concentrerà sull’inserimento di fondi privati anziché pubblici. Non si esclude, però, che Cesareo possa entrare a far parte della Fondazione in qualità di imprenditore privato in futuro.

Lo sport a Taranto nella sua storia, non era mai caduto così in basso. I fallimenti, arrivati su più fronti, hanno lasciato una città senza praticamente più nulla a cui appellarsi.
E nel mentre che qualcosa, forse, inizia a muoversi, nell’ ambito di una polisportiva per ridare dignità allo sport tarantino, per le strade la delusione dei tifosi è tanta.

Il tonfo del Taranto Calcio, radiato ed estromesso dalla Serie C per problemi finanziari e societari, ha tarpato le ali ad una stagione nata male e finita peggio. All’alba della 35° giornata del girone C di Serie C, al Taranto non resta che guardare con amarezza le altre compagini, e forse domandarsi se non si poteva fare di più. Per la ripartenza serviranno certezze, ma soprattutto una società solida.

Non è toccata una sorte migliore al CJ Taranto Basket, che ha alzato bandiera bianca durante il campionato, forse mai veramente iniziato. La stagione era partita con una penalizzazione di 3 punti, e la squadra ha concluso con un totale di -1, frutto di 22 gare con 21 sconfitte, e solo una vittoria. Risultato paradossale, giustificato anche da una situazione gestionale ed economica imbarazzante, condita con la solitudine in cui ha vissuto a lungo il presidente Cosenza, costretto poi ad una inevitabile resa.

Chi il campionato l’ha terminato, è stata la Prisma Volley Taranto. Anche se, in un modo o nell’altro, la sinfonia non cambia. Dispiace perché la retrocessione è arrivata all’ultima giornata, quando nelle precedenti la squadra aveva il suo destino nelle proprie mani. Forse la pressione troppo stringente, forse l’alone maledetto che ha inondato la città quest’anno, hanno portato all’ultimo posto in classifica, con successiva retrocessione. Almeno su questo fronte però non tutto è da buttare, la squadra non è malvagia e si auspica, una volta trovato il nuovo coach, di ritornare il prima possibile ai massimi livelli.

Un’ecatombe su tutti i fronti sportivi per Taranto, che solo con tanta forza di volontà, e l’aiuto del progetto di Ferrarese, può tornare ai vecchi fasti. Di certo, per ora, c’è solo la tanta insoddisfazione dei tifosi, anima e cuore vero dello sport.

Intanto Giuseppe Giovinco, ex calciatore e ora appassionato tifoso del Taranto, ha espresso il suo desiderio di tornare a giocare per la squadra della sua città. In un post su Instagram, il centrocampista ha dichiarato di essere pronto ad unirsi al club, qualora la futura dirigenza lo desideri. Un gesto che sottolinea la sua affezione verso la squadra, ma che, nel caso non dovesse concretizzarsi, non gli impedirebbe di continuare a sostenere la squadra da tifoso.
Il futuro del Taranto, però, è tutt’altro che chiaro. Dopo l’esclusione dalla serie C, il club si trova ad affrontare un periodo di incertezze. Sono in corso valutazioni su come proseguire, con due principali opzioni in gioco: la Fondazione, proposta da Massimo Ferrarese, e la possibilità di ripartire con il Taranto FC 1927 sotto la guida di Massimo Giove.

Le prossime settimane si preannunciano decisive per il ritorno del calcio a Taranto, con la città che spera in una soluzione che permetta di tornare a vivere la passione sportiva ai massimi livelli. Giovinco, intanto, si fa avanti, pronto a dare il suo contributo, ma consapevole che il destino del club non dipende solo dalle sue intenzioni. Ha, poi, espresso con “forza” la volontà di sposare la causa ionica, a patto di trovarsi sotto la dipendenza di una nuova società, che sia trasparente e soprattutto ambiziosa, nel rispetto della città e dei suoi tanti tifosi.

L’ex numero 10, fantasista rossoblù nella stagione 2021-2022, ha portato a termine una stagione di alto livello, che si è conclusa poi con un bottino di 9 goal, insieme a tante giocate di qualità che aiutarono non poco la squadra. La volontà c’è, ora resta solo da capire che cosa succederà al Taranto e alla società, poi per riformare la squadra ci sarà tutto il tempo.

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