Calcio
Vigorito: ‘Non voglio andare via e non tradisco. La città e il Benevento meritano altre categorie’
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“Non attraversiamo una fase difficile, c’è amarezza da parte della società, una profonda analisi con gli addetti ai lavori, il direttore tecnico, l’allenatore, chi gira intorno al Benevento per cercare di capire i motivi. Se non c’è stata ancora la svolta è perché non li abbiamo capiti ancora. Con questa ‘confusione’ non c’entra l’età o il tempo in cui sto a Benevento ma quello che circonda il Benevento. Non parliamo da primi in classifica ma sembra che parliamo da ultimi, in altre piazze raggiungere i playoff è quasi un sogno. Sono più preoccupato del futuro che del momento attuale; mi auguro che con l’aiuto di tutti possa arrivare un finale di campionato prolungato”. Inizia così la conferenza stampa fiume del presidente giallorosso Oreste Vigorito: quasi tre ore di risposte a cuore aperto con i giornalisti per raccontare la fase di difficoltà che sta vivendo la Strega da inizio 2025 e avere anche un filo diretto con i tifosi che hanno posto domande via whatsapp.
Nel corso dell’incontro, il patron ha chiarito tanti punti rispondendo alle critiche piovute su squadra, società e suo operato: “Quando parlo di Benevento ho una lettera in testa, la I di Impegno. La mia presenza su Avellino è di lavoro, non ha nulla a che vedere con il calcio. Qualcuno ha pensato di sbattere sui social che mi ero permesso di finanziare il basket di Avellino: hanno avuto un finanziamento di 30 mila euro da IVPC, il rugby ha preso più soldi del basket di Avellino. Parlare di rispetto, onore, appartenenza e dire che ho sottratto soldi all’attività del calcio: negli ultimi 4 anni terribili vissuti questa società ha speso 60 milioni di euro. I miei interessi vanno curati in modo diverso”.
Vigorito ha lanciato anche un messaggio forte e chiaro alla piazza per il futuro: “Vigorito non vuole andare via, vuole stare a Benevento, investire nel calcio, vedere i sorrisi dei bambini, trovare la gente che mi ringrazia. Voglio che sappiano che io non tradisco. Vigorito non va via ma rilancia: spero che i playoff possano andare bene, è nei fallimenti che l’uomo non cresce. Ho cercato dove ho fallito e non l’ho trovato”. E aggiunge: “Se fermo l’orologio al 31 dicembre di quest’anno abbiamo fatto bingo, nel 2025 invece penso che dobbiamo ricominciare da capo. La mediazione sta nel vedere chi è cresciuto, su di loro c’è la volontà di fare un esame sulle attitudini psicofisiche. Su alcuni elementi possiamo contare, della vecchia e della nuova guardia. Uno zoccolo duro per chi assumerà la guida il prossimo anno. Personalmente ho idea che alcuni dei ragazzi sono molto interessanti e sono caratterialmente e come attaccamento legati alla maglia giallorossa. Altri forse devono maturare altrove, altri probabilmente saranno lasciati liberi”.
Infine un passaggio che sintetizza emozioni e passione di un presidente che ci crede ancora: “Credo che la città e la società meritino altre categorie. Io voglio andare in B e lotterò per andare in B. Non c’è un attimo dei miei 20 anni che non farei ugualmente, tranne la fiducia riposta in qualcuno. La mia è stata una vita meravigliosa e in questo ci sono anche i 20 anni di Benevento”.