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Calcio

Strega, una caduta che non fa rumore. Testa già al Cosenza e possibile match point nel caso il Catania non vincesse a Latina. Ma ora va riempito lo stadio

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“Una caduta che non fa rumore, o forse sì. Ma solo per ricordare che il traguardo, anche quando è vicino, va comunque conquistato. Il Benevento esce sconfitto dal “Vito Simone Veneziani”, ma lo fa senza lasciare per strada certezze. Perché la classifica, alla fine, sorride ancora ai giallorossi. La sconfitta contro il Monopoli pesa relativamente: il margine sul Catania si riduce di un solo punto, da 12 a 11, complice l’1-1 degli etnei al Massimino contro il Casarano, primo gol incassato in casa dopo la 17 partite. Un dettaglio che mantiene intatto il vantaggio e lascia sostanzialmente invariato lo scenario: 5 gare ancora da giocare, 15 punti in palio e promozione sempre più vicina”. Lo scrive Il Mattino.

“Anzi, il calendario – spiega il giornale – potrebbe presto offrire un’occasione ghiottissima. Se sabato il Catania non dovesse battere il Latina in trasferta, il Benevento avrebbe già domenica, nella sfida delle 12.30 al ‘Ciro Vigorito’ contro il Cosenza, il primo vero match-point per la Serie B. Un’ipotesi concreta, che si intreccia anche con le vicende extracampo legate al Trapani. Domani, 26 marzo, è infatti attesa la pronuncia del Tribunale Federale Nazionale sui deferimenti relativi alle scadenze di febbraio, ma non è escluso un rinvio entro il 10 aprile, in attesa dell’udienza di secondo grado fissata per il 30 marzo davanti alla Corte federale d’appello. In primo grado il Trapani è stato sanzionato con 5 punti di penalizzazione (oltre ai 15 già inflitti), mentre la Procura Figc aveva chiesto addirittura l’esclusione dal campionato. L’obiettivo è chiudere tutto entro fine stagione, ma i riflessi sulla classifica potrebbero essere tutt’altro che secondari”. 

“Tornando al campo, però, la prestazione del Benevento non è stata all’altezza degli standard cu ha abituato. I giallorossi hanno anche trovato la forza di rimettere in piedi la gara con il gol di Della Morte, il primo stagionale, dopo l’iniziale vantaggio firmato da Longo. Ma è stata una reazione episodica, non sufficiente a mascherare una prova complessivamente opaca. L’atteggiamento non è piaciuto ad Antonio Floro Flores. La sensazione è stata quella di una squadra a tratti superficiale, in alcuni elementi forse già appagata. Il Benevento è apparso in ritardo sulle seconde palle, poco efficace nella riaggressione e piuttosto sterile nella costruzione offensiva. Dopo un buon avvio, e dopo l’episodio del rigore prima concesso e poi revocato (resta il dubbio sulla mancata ammonizione di Salvemini per simulazione), i giallorossi si sono progressivamente spenti, salvo riaccendersi solo dopo il gol subito. Nella ripresa, poi, la manovra è diventata prevedibile e lenta, complice anche un terreno di gioco che non favoriva la circolazione del pallone. Poche occasioni, poca incisività, e una squadra incapace di cambiare ritmo nel momento decisivo”. 

“Si interrompe così una striscia importante: 17 risultati utili consecutivi, con 4 mesi di imbattibilità. Un cammino straordinario che resta tale, ma che trova al “Veneziani” un brusco stop. Ha gravato, e non poco, l’assenza di Tumminello: rinunciare ad un giocatore del genere, in una gara così, si è rivelato un handicap significativo. Il Monopoli, dal canto suo, si conferma autentica bestia nera: 3 vittorie in 3 anni tra le mura amiche contro la strega. Per Tumminello, comunque, solo un problema familiare già risolto: ieri mattina era regolarmente in campo con i compagni non impiegati o subentrati, mentre il resto della squadra ha svolto lavoro di scarico. Oggi giornata di riposo, domani si tornerà a lavorare con una seduta mattutina. La testa è già rivolta alla sfida contro il Cosenza. Perché, in fondo, nulla è cambiato davvero. Il Benevento resta (ampiamente) padrone del proprio destino. E allora quella di Monopoli può essere letta per quello che è: una frenata, non un capitombolo. Un richiamo, non un segnale d’allarme. Perché la linea d’arrivo è ancora lì, davanti agli occhi. E certe squadre, quando inciampano, non si fermano: rialzano la testa e accelerano”.

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