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Calcio

Il doppio ex Tello: “Benevento piazza che merita di stare almeno in B, felice per i tanti amici che ho lasciato e per Vigorito, per me come un nonno”

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Andrés Tello è tornato nella sua Colombia, lì dove aveva cominciato: nell’agosto scorso, dopo aver risolto il contratto che lo legava al Catania (al quale il Benevento lo aveva ceduto nel gennaio 2024), il centrocampista ha firmato con l’America de Cali. L’ex Empoli ha giocato con la Salernitana lo scorso anno: annata sfortunata, poche presenze (18) e appena un gol, ma soprattutto l’amaro epilogo della retrocessione in C. L’esperienza col Benevento è stata invece quella, finora, più lunga della sua carriera: 156 presenze e 19 gol in sei anni intensi, con un campionato di B vinto (nel 2020) e due retrocessioni (nel 2021 dalla A e nel 2023 dalla B), prima dell’addio. Il centrocampista ha rilasciato un’intervista esclusiva al quotidiano Il Mattino. 

Che partita si aspetta? Potrebbe essere decisiva per la promozione in B dei giallorossi?
“Sarà una gara molto combattuta, anche se la Salernitana ha ormai altri obiettivi. Il Benevento vorrà chiudere il discorso promozione quanto prima. Ci sarà un bell’ambiente, perché a Salerno i tifosi sono molto caldi. Ci saranno anche i tifosi del Benevento e questa è una bella cosa. Il Catania avrà una partita, sulla carta, più semplice. Da calciatore, dico che la gara più facile è il derby, perché giochi su un bel campo contro una squadra che giocherà a viso aperto. Immagino invece che il Picerno andrà a chiudersi al Massimino, per strappare almeno un pareggio. Secondo me, lunedì il Benevento potrà festeggiare la promozione”.

Lo scorso anno a Salerno, stagione da dimenticare…
“Purtroppo, sì. A Salerno ho vissuto situazioni che avevo già vissuto a Benevento. Mi domandavo come mai non riuscivamo a risollevarci, con una squadra forte, una società seria e dei tifosi che ci sostenevano sempre. Mister Martusciello, che poi andò via, mi aveva voluto, perché eravamo stati insieme ad Empoli. Come squadra, abbiamo provato a fare di tutto, ma è stata un’annata sfortunata”. 

A Benevento la parentesi più lunga della sua carriera, con grandi gioie e anche grandi delusioni, prima di un addio un po’ tribolato…
“Benevento è stata tutto per me, sono arrivato molto giovane e sono andato via uomo; lì è nata mia figlia. Sono cresciuto umanamente e calcisticamente. Ho lasciato tantissimi amici e porto con me tantissimi bei ricordi. Sono stato molti anni e quindi, ad un certo punto, sentivo anche delle responsabilità. Nell’ultima stagione ero tra i più esperti e quindi le critiche potevano starci. Se fossi andato via dopo la retrocessione dalla A, forse per me sarebbe andata diversamente. Decisi di rimanere, perché tenevo alla maglia. Dopo l’ultima retrocessione, dissi al presidente che sentivo l’esigenza di andare via, perché avevo dato tutto. Lui non volle cedermi, rimasi sei mesi, perdendo delle opportunità. Poi a gennaio si convinse a lasciarmi andare al Catania”.

Si aspettava un campionato già quasi deciso a questo punto della stagione?
“Onestamente, non mi aspettavo i giallorossi primi con questo margine importante. Anzi, credevo che Benevento, Catania e Salernitana fossero tutte e tre in lotta, in pochi punti e che il campionato si sarebbe deciso all’ultima giornata. So però quanto sia tosto il girone C: è difficile giocare contro chiunque”.

Catania e Salernitana hanno mollato troppo presto?
“Va detto che il Benevento ha fatto un campionato straordinario, trovando una continuità decisiva nel girone di ritorno. Un aspetto certamente mancato a Catania e Salernitana. Entrambe hanno avuto più difficoltà di quelle che si aspettavano, perdendo punti e non sfruttando le opportunità di guadagnarne sul Benevento”.

Che effetto le fa, da lontano, rivedere il Benevento prossimo al ritorno in Serie B?
“Sono felicissimo per gli amici che ho lì, per la squadra e soprattutto per la città, perché merita almeno la Serie B. Ovviamente non dimentico il presidente Vigorito: per me era come un nonno. Al di là delle incomprensioni sorte alla fine, abbiamo avuto un bellissimo rapporto. Ho visto anche che è tornato Luca (Caldirola, nda) e mi fa piacere, perché, oltre a essere un grande calciatore, è un bravissimo ragazzo, un vero leader che ti dà qualcosa in più per vincere”.

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