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Benevento, il complesso sportivo di via Salvemini rinasce: via al piano da 674mila euro per migliorare la casa del TC Sannio

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Nel cuore del rione Mellusi, uno dei quartieri residenziali più popolosi di Benevento, il vecchio complesso sportivo di via Salvemini si prepara a cambiare volto. Con l’approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), deliberato dalla giunta guidata dal sindaco Clemente Mastella alla fine di aprile, prende forma uno degli interventi del Programma Periferie finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: la riqualificazione integrale dell’impianto polivalente gestito oggi dall’Asd Tennis Club 2002.

Il progetto nasce anche dalla richiesta accolta dalla Presidenza del Consiglio di accorpare i fondi destinati ad un altro impianto di Rione Libertà per concentrarli in un unico progetto più ampio e strutturato: in questo modo il budget destinato al solo impianto del rione Mellusi è passato da circa 281mila euro a oltre 674 mila euro complessivi. Una rimodulazione che consentirà al Comune di immaginare una vera trasformazione strutturale dell’area.

La Presidenza del Consiglio ha inoltre concesso una proroga fino al 30 giugno 2026 come termine ultimo per la conclusione dell’intervento, segnale della volontà di salvaguardare un progetto considerato strategico per il territorio.

La fotografia attuale dell’impianto racconta però una realtà obsoleta fatta di degrado, carenze strutturali e funzionalità compromesse. Nel dettaglio la struttura comprende: tre campi da tennis scoperti; tre campi coperti con strutture in legno lamellare e copertura in PVC; un campo da padel coperto; un edificio destinato a club house, segreteria, palestra e spogliatoi; una struttura con tribune e locali deposito; aree esterne pavimentate e spazi verdi.

Il problema principale riguarda proprio gli edifici di servizio. Secondo il DIP, il corpo destinato a club house e spogliatoi presenta condizioni tali da rendere “più opportuna la demolizione e ricostruzione”. Gli spogliatoi sono completamente da rifare, la palestra non garantisce adeguata aerazione né illuminazione, mentre gli impianti risultano obsoleti e privi delle necessarie certificazioni.

Ancora più critica appare la situazione della struttura destinata a tribune e depositi: locali incompleti, infiltrazioni d’acqua, impermeabilizzazione compromessa, sedute fuori norma e assenza di finiture essenziali. Anche in questo caso il documento tecnico considera preferibile la demolizione integrale.

Il degrado non riguarda solo gli edifici. Le pavimentazioni esterne sono sconnesse, in alcuni punti deformate dalle radici degli alberi, mentre il sistema di drenaggio delle acque meteoriche è insufficiente e provoca frequenti allagamenti. I campi da tennis scoperti mostrano lesioni evidenti e necessitano di interventi urgenti.

La strategia progettuale individuata dal Comune è netta: abbattere i due corpi di fabbrica esistenti e realizzare nuove strutture più moderne, sicure ed efficienti. Il primo edificio sorgerà in prossimità dell’ingresso di via Salvemini e ospiterà: club house; servizi igienici; segreteria; sala maestri; infermeria; locali di supporto all’attività sportiva.

Il secondo corpo sarà invece collocato vicino ai campi scoperti e sarà interamente dedicato agli spogliatoi e alla palestra, con ambienti più ampi e adeguati agli standard contemporanei.

Accanto alla ricostruzione edilizia, il progetto prevede: rifacimento e recupero delle pavimentazioni; eliminazione delle barriere architettoniche; efficientamento energetico degli impianti; nuova illuminazione; sistemazione delle aree verdi; miglioramento della regimentazione delle acque piovane; implementazione dei sistemi di sicurezza; riqualificazione delle aree di aggregazione.

Particolare attenzione sarà dedicata anche ai muri di contenimento confinanti con il vicino condominio, che necessitano di interventi di recupero strutturale.

L’idea, dunque, è quella di restituire alla cittadinanza un impianto moderno e accessibile, capace di ospitare non solo attività agonistiche ma anche momenti di aggregazione quotidiana. Resta però aperta la questione dei tempi. La proroga concessa dal Governo impone la conclusione dell’intervento entro il 30 giugno 2026, una scadenza molto ravvicinata, ma è molto probabile che il Comune otterrà un ulteriore proroga per concludere gli interventi entro la fine dell’anno.

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