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Calcio

Danilo Russo, l’addio meno amaro: “A Benevento sono stato benissimo. Dico grazie a tutti. A 39 anni non ho alcuna voglia di smettere”

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“Alla soglia dei 39 anni Danilo Russo non ha minimamente intenzione di smettere: 20 giorni fa è scaduto il suo contratto col Benevento ma è già in cerca di una nuova stimolante esperienza. In giallorosso l’estremo difensore è stato, pur avendo giocato una sola partita (quella di Coppa Italia a Giugliano il 29 ottobre scorso), un autentico punto di riferimento nello spogliatoio, guidando assieme agli altri componenti esperti del gruppo i calciatori più giovani. Russo si è tolto la soddisfazione di centrare la terza promozione in B, dopo quella con lo Spezia nel 2012 e quella con la Pro Vercelli nel 2014, e di vincere anche la seconda Supercoppa in carriera (sempre nel 2012 a La Spezia). Il portiere ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Mattino.

Come allenatore si è ritrovato Floro Flores che aveva avuto come compagno alla Casertana nel 2018/19.  Al di là della straordinaria cavalcata, cosa le ha lasciato la parentesi in giallorosso?

“Sono stato benissimo. Non conoscevo la piazza e sono rimasto positivamente colpito. È una città vivibile e semplice. Tutti si conoscono e tutti cercano di aiutarsi tra loro e questa è una cosa bellissima, difficile da ritrovare altrove. I tifosi sono stati straordinari. Ai beneventani posso solo dire grazie”.

Quale partita le ha fatto capire che avreste vinto il campionato? 


“Con mister Auteri stavamo bene, ma, non so il motivo, non recepivamo al 100% le sue richieste. Con l’arrivo di Floro le cose sono cambiate: è entrato in punta di piedi nello spogliatoio. La squadra lo ha accettato e seguito. Le sue proposte ci hanno dato entusiasmo e divertimento. Dalla partita di Cosenza abbiamo capito che qualcosa dentro di noi doveva cambiare. Sapevamo di essere forti, ma dovevamo dimostrarlo davvero. Se non avessimo pareggiato il livello di competitività fisica e mentale con gli avversari, non avremmo vinto”.
Non solo lei, ma anche Maita, Caldirola, Scognamillo, Vannucchi, Tumminello e Salvemini.

Il contributo dei “vecchietti” è stato davvero così decisivo?

“Sono contentissimo di aver supportato i ragazzi nello spogliatoio. Mi è rimasto dentro che alcuni venissero a chiedermi consigli, non solo di campo. Nei momenti difficili, pochi a dire il vero, noi esperti abbiamo aiutato nella gestione del gruppo. Abbiamo messo i più giovani sul nostro stesso piano”.

E i giovani, invece, cosa hanno aggiunto?


“La spensieratezza, la leggerezza, l’entusiasmo e quel sano menefreghismo per affrontare partite difficili e importanti”.

Da compagno di squadra ad allenatore, il principale pregio di Floro Flores?

“La sua straordinaria carriera da calciatore lo ha aiutato. A Caserta mi ricordo che era arrivato ormai scarico. A Benevento l’ho ritrovato con grande entusiasmo che ha portato con sé quando è arrivato in prima squadra”.

Vannucchi-Esposito, il Benevento ce li ha già i portieri per la B?

“Auguro a qualsiasi allenatore dei portieri di poter allenare ragazzi del genere. Hanno qualità tecniche, fisiche ed umane uniche. Sono stato fortunatissimo a lavorare con loro. Manuel è cresciuto tantissimo, è un ragazzo umile ed educato, spesso si rivolgeva a me per chiedermi consigli. Va assolutamente premiato e fatto crescere. Gianmarco è un portiere di categoria, spero abbia la possibilità di misurarsi in B”.

Che squadra servirà per fare bene anche in cadetteria?


“Non c’è bisogno di fare rivoluzioni. La squadra è già forte, bisognerà non sbagliare quei tasselli da inserire. Chi arriverà non farà fatica ad inserirsi e dovrà dare una mano al gruppo che c’è già. Il campionato cadetto è lungo, serve equilibrio e continuità”.

Per lei, la prossima tappa?

“Non ho assolutamente voglia di smettere. Sono sul mercato e attendo qualche proposta interessante e stimolante”.

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