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Calcio

Strega, nei primi 20 giorni della stagione 2026/27 sono stati in 10 a dire addio su 45 in organico. Da qui a fine agosto saluteranno almeno altri 10

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Con la scadenza del 30 giugno, si è chiusa ufficialmente la stagione 2025/26; da 20 giorni ormai si è entrati nella 2026/27. La scrematura del gruppo delle circa 45 unità tra uomini in organico e rientri da prestiti è cominciata. E con essa i primi addii in casa Benevento: prima hanno salutato in tre, ovvero il portiere Danilo Russo, il centrocampista Filippo Nardi – entrambi per scadenza contrattuale – e l’attaccante Matteo Della Morte, per fine prestito. Poi le varie risoluzioni di Avolio, Ciurleo e Iacoponi, la rinuncia al primo contratto di Mirashi lasciato libero e a Ceresoli perché l’Atalanta l’ha tirata troppo per le lunghe e ancora Perlingieri in prestito al Cerignola, e ora Castaldi al Sorrento. Da qui alla fine del mercato saluteranno almeno altri 10.

Per Della Morte non è scattato l’obbligo di riscatto che prevedeva, come altra condizione oltre alla promozione in cadetteria, anche la disputa di 25 partite da almeno 45’ (Della Morte si è fermato a 16). Il Benevento avrebbe però avuto modo di trattenere il calciatore, vantando anche un diritto di riscatto fissato a 250mila euro, che però non ha esercitato nella finestra tra il 15 e il 17 giugno scorsi. Della Morte è rientrato al Vicenza, club proprietario del suo cartellino e al quale è legato da un altro anno di contratto; i berici, promossi in cadetteria, decideranno se tenerlo o meno. L’esperienza sannita dell’ex Pro Vercelli si è chiusa con appena un gol – segnato contro il Monopoli – in 33 presenze, di cui 16 da titolare. Della Morte avrebbe dovuto contendere il posto a Lamesta che però, protagonista di una stagione straordinaria, gli ha letteralmente lasciato le briciole. Della Morte, dopo un girone di andata in cui ha giocato a singhiozzo, ha saputo comunque ritagliarsi uno spazio come esterno sul lato sinistro: con l’infortunio di Simonetti, Floro Flores ha preferito lui a Manconi e ha ricevuto un preziosissimo contributo.

Nonostante una sola presenza – nel match di Coppa col Giugliano del 29 ottobre scorso – Danilo Russo è riuscito ad essere punto di riferimento per i compagni, soprattutto quelli più giovani, nello spogliatoio. L’estremo difensore napoletano è stato fondamentale nel percorso di crescita del giovanissimo Esposito e si è tolto pure la soddisfazione di vincere il terzo campionato di C in carriera. Ora, alla soglia dei 38 anni, deciderà il suo futuro cercando una nuova stimolante esperienza. Filippo Nardi lascia invece il Sannio col dispiacere di non aver potuto dimostrare il suo reale valore a pieno: perseguitato dalla sfortuna, tre seri infortuni al ginocchio lo tengono ai box da ormai due anni. Arrivato nel gennaio 2024 dalla Cremonese, il centrocampista aveva avuto un impatto importante per la rimonta in campionato e la corsa ai playoff della strega, fermatasi poi in semifinale con la Carrarese.

La partita con i toscani del 2 giugno 2024 è l’ultima giocata da Nardi. Dopo poco è iniziato il suo calvario con la rottura, nell’agosto dello stesso anno, del legamento crociato anteriore del ginocchio destro che lo costrinse alla prima operazione. La seconda è arrivata, quando il rientro in campo pareva vicino, nel maggio 2025; a febbraio scorso addirittura il terzo intervento nel giro di appena diciotto mesi. Con una data di rientro in campo ancora sconosciuta e tanta inattività alle spalle, per il classe ’98 sarà complicatissimo trovare una squadra che decida di puntare su di lui. Da martedì non è più legato contrattualmente alla Strega pure Gaetano Auteri che l’estate scorsa aveva firmato il prolungamento annuale. Il trainer siciliano, esonerato lo scorso 10 novembre, dopo alcuni approcci con Campobasso, Igea Virtus e Taranto e vicinissimo a diventare il nuovo allenatore del Foggia. L’ufficialità da parte dei satanelli dovrebbe arrivare appena dopo il ripescaggio in Serie C.

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