Calcio
Strega, il quadro post mercato restituisce un Benevento competitivo, ma con qualche interrogativo di troppo. Il campo sarà giudice supremo
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Undici acquisti, sedici cessioni. Sono questi i numeri conclusivi del mercato del Benevento, una sessione, come rileva Il Mattino, cominciata con largo anticipo e che ha conosciuto un’intensa fase di movimento soprattutto fino alla fine di luglio, prima di rallentare sensibilmente nel mese di agosto e che ha ripreso quota nelle ultime ore, quando la società ha completato l’organico con Mattia Mannini, ultimo tassello di una campagna trasferimenti nella quale il club ha provato a regalare a Floro Flores interpreti adatti al suo sistema di gioco. Sono arrivati, in rigoroso ordine alfabetico, Beruatto, Cherubini, Dalle Mura, Logan, Mannini, Okereke, Schimmenti, Sernicola, Siatounis, Sylla e Verdi. Hanno salutato Avolio, Borghini, Cantisani, Carfora, Castaldi, Ciurleo, Ferrara, Francescotti, Iacoponi, Manconi, Mehic, Panzarino, Perlingieri, Sena, Starita e Viscardi, alcuni a titolo temporaneo. Un mercato vissuto a due velocità.
Partito prestissimo, il lavoro della dirigenza ha prodotto numerose operazioni già nelle prime settimane. Poi, però, ad agosto il ritmo è calato anche per questioni legate alla lista over quasi satura (17 nomi su 18 già scritti il 9 agosto con l’ingaggio di Okereke). La trattativa per Cherubini ha rappresentato il grande tormentone dell’estate, una lunga rincorsa durata quasi un mese prima di arrivare alla fumata bianca. Nel frattempo il Benevento ha aggiunto il nigeriano e, quando ormai il calendario segnava settembre, ha completato il lavoro con Mannini. Il filo conduttore è il 4-2-3-1 di Floro Flores, un sistema che, almeno sulla carta, dovrebbe permettere ai giallorossi di avere due interpreti per ogni ruolo. È questo il principio attraverso il quale va letto l’intero mercato: non semplicemente volti nuovi, ma una rosa costruita per offrire alternative e soluzioni differenti all’interno della stessa struttura tattica. Su alcuni ruoli tuttavia, il tecnico dovrà lavorare un po’ di fantasia. In difesa sono quattro i centrali a disposizione, mentre sulle fasce al momento sono tre gli interpreti per due posti da titolare.
Ed è proprio qui che si inserisce Mannini, arrivato nelle ultime ore per colmare soprattutto il vuoto provocato dall’infortunio di Romano, che dovrebbe tenerlo fuori per almeno un paio di mesi. Il giovane talento della Roma può agire a destra o a sinistra, ma la sua versatilità rappresenta un valore aggiunto: può diventare anche un’alternativa a Cherubini oppure essere utilizzato da mezzala nel caso in cui Floro Flores decidesse di passare a un centrocampo a tre. A centrocampo sono cinque gli interpreti per due maglie, che possono diventare tre nel momento in cui si dovesse scegliere il 4-3-3. Il sesto elemento, in questa prospettiva, può essere proprio Mannini. In mediana si è deciso di valorizzare la crescita e le caratteristiche degli elementi già presenti, con Siatounis unico vero rinforzo. E proprio questa si dipana come una delle possibili chiavi della stagione: sfumato Iannoni, manca un centrocampista capace di alzare ulteriormente il livello sotto il profilo della fisicità, dell’esperienza e della malizia. Il club ha scelto di puntare forte su Siatounis, chiamato ora a dare risposte sul campo.
Altro punto il vice-Prisco. Un vero e proprio sostituto del metodista non esiste, se non Donatiello, che ha qualità ma deve ancora completare il proprio percorso di maturazione. Le coppie in attacco: a destra Lamesta-Schimmenti, punte centrali Salvemini-Mignani. A sinistra, invece, si concentra una quantità di talento che rischia persino di creare un problema di abbondanza: da una parte Cherubini, dall’altra Okereke. Il punto è proprio questo. Okereke è un attaccante di grande impatto, ma non è una prima punta classica. Il nigeriano può giocare da seconda punta, da trequartista come alternativa a Tumminello, può partire largo, ma non è il tradizionale centravanti d’area. Può quindi rappresentare un’alternativa a Cherubini soltanto in determinate situazioni, soprattutto quando il Benevento ha bisogno di recuperare una partita e deve aumentare il peso offensivo, perché le sue caratteristiche non gli consentono di garantire la stessa fase difensiva richiesta ad un esterno puro. In quel caso è probabile occorra bilanciare con l’impiego di un terzo centrocampista.





