Calcio
Benevento-Avellino, la notte dei conti in sospeso: 9 anni di attesa, 90 minuti per riscrivere la storia. Floro sceglie Saio e ritrova 5 titolari. Nesta punta su Cheddira
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“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Antonello Venditti cantava di sentimenti, ma quelle parole sembrano scritte anche per raccontare Benevento-Avellino. Perché ci sono partite che il calendario può spostare, le categorie possono interrompere e gli anni possono allontanare, ma che continuano a vivere sottopelle. Basta pronunciare due nomi, Benevento e Avellino, e la geografia smette di essere una questione di chilometri per diventare appartenenza, orgoglio, campanile. Due città separate da una manciata di curve, unite da una storia di somiglianze e rivalità, capaci di riconoscersi proprio mentre si sfidano.
Stasera, al “Ciro Vigorito”, torneranno a guardarsi negli occhi. Come scrive Il Mattino, è il derby. Quello che nessuno vuole perdere e che tutti, anche quando fingono il contrario, vorrebbero vincere più di qualsiasi altra partita. Quello degli sfottò, delle discussioni al bar, delle settimane che sembrano non passare mai. Quello che appartiene alla gente prima ancora che ai calciatori. E che stavolta porta con sé una coincidenza quasi incredibile. Benevento e Avellino arrivano infatti all’appuntamento a braccetto in classifica, con gli stessi punti, lo stesso numero di vittorie, pareggi e sconfitte, entrambe nel cuore della zona playoff. Persino i numeri offensivi e difensivi sembrano essersi messi d’accordo per rendere ancora più sottile il confine tra le due contendenti: 15 gol segnati e 10 subiti per gli irpini, 14 realizzati e altrettanti 10 incassati per i sanniti. Una sola rete di differenza dopo un cammino praticamente sovrapponibile.
Difficile immaginare un equilibrio più marcato alla vigilia di una partita che, per definizione, vive proprio per spezzarlo. Eppure, dietro questa sorprendente somiglianza statistica, si nascondono due filosofie societarie differenti. L’Avellino ha speso cifre considerevoli per costruire una squadra che lotti per la promozione: solo Cheddira è una operazione da quasi 10 milioni lordi spalmata sui 4 anni. Il Benevento, invece, pur investendo capitali importanti perché una B ha comunque i suoi costi, ha seguito una strada più sostenibile, con giovani di grande prospettiva affiancati a uomini di esperienza e, soprattutto, la volontà di valorizzare il blocco protagonista della C. Due percorsi diversi, accomunati finora dagli stessi risultati. Ma adesso c’è una soddisfazione che nel Sannio manca da troppo tempo.
L’ultimo derby vinto dal Benevento risale al 1° maggio 2017. Anche allora si giocava al “Vigorito” e a decidere la sfida furono le reti di Ceravolo e Falco. Da quel pomeriggio sono trascorsi oltre 9 anni. Nei quattro confronti più recenti disputati in Serie C, invece, il bilancio è stato decisamente favorevole ali irpini: tre successi biancoverdi e un pareggio. Una piccola egemonia che il Benevento vuole interrompere. Antonio Floro Flores lo sa bene. E proprio per questo, dopo la sconfitta di Cremona, che deve essere archiviata attraverso una reazione immediata (possibilmente accompagnata da una prestazione di carattere) ha deciso di affidarsi alle certezze. Il tecnico è pronto a cambiarne 5, ritrovando tutti quelli che ha fatto rifiatare allo “Zini”. Torneranno dal primo minuto Scognamillo, Beruatto, Kouan, Cherubini e Salvemini, con Romano, Prisco, Lamesta e Mignani destinati a lasciare spazio ai compagni.
Al centro della difesa Saio ha rimesso la freccia su Dalle Mura, ribaltando le indicazioni emerse nei giorni precedenti. Sull’altro versante Nesta dovrebbe confermare il consueto 3-5-2, con due ballottaggi che sembrano ormai indirizzati. Cheddira è favorito su Favilli per una maglia in attacco, mentre Di Maggio appare in vantaggio su Palmiero a centrocampo. A dirigere il derby sarà Maurizio Mariani, arbitro internazionale tra i più autorevoli del panorama italiano, reduce appena quattro giorni fa dall’impegno di Champions League ad Atene per AEK-Real Madrid: una scelta di assoluto prestigio. Intanto, sugli spalti, si prepara una bella cornice di pubblico ms non quella delle grandissime occasioni che una sfida del genere meriterebbe. La prevendita procede verso il traguardo delle 9mila presenze, sommando i 4.845 abbonati ai biglietti acquistati, agli accreditati e agli omaggi per sponsor e addetti ai lavori, che accoreranno in tanti sugli spalti. Il Benevento cerca 3 punti per la classifica, una risposta dopo Cremona e una vittoria che manca dal 2017. Ma cerca soprattutto qualcosa che non compare in nessuna statistica: regalare alla propria gente una notte da ricordare.





