Calcio
Strega, Supercoppa ultimo atto e primo passo concreto verso il futuro. Idee, valutazioni e riflessioni sul mercato si intrecciano con il presente
Ascolta la lettura dell'articolo
Il Benevento accelera, ma senza perdere di vista l’orizzonte. La Supercoppa di Serie C rappresenta l’ultimo atto della stagione, ma anche il primo passo concreto verso il futuro. Sabato, al ‘Ciro Vigorito’, i giallorossi faranno il loro esordio nella competizione contro l’Arezzo, con l’obiettivo dichiarato di giocarsi fino in fondo le proprie carte. Eppure, mentre il gruppo prepara la sfida ai toscani, una parte del lavoro è già proiettata alla prossima Serie B: idee tattiche, valutazioni sulla rosa e prime riflessioni sul mercato si intrecciano inevitabilmente con il presente”. Lo scrive Il Mattino.
“La priorità, però, resta il campo. Floro Flores – spiega il quotidiano – non ha alcuna intenzione di snobbare la Supercoppa, anzi: vuole chiudere vincendo, confermando quella mentalità che ha accompagnato la squadra nella cavalcata promozione. Per questo motivo, contro l’Arezzo scenderà in campo la migliore formazione possibile, senza esperimenti. In settimana tutti sono sotto osservazione: giocherà chi sta meglio, senza gerarchie prestabilite, perché ogni dettaglio può fare la differenza in un mini-torneo che non concede margini di errore”.
“La situazione di classifica, dopo il 5-2 con cui il Vicenza ha travolto l’Arezzo nella gara inaugurale, obbliga il Benevento a fare calcoli molto precisi. Un pareggio o anche una vittoria con 3 gol di scarto sabato non cambierebbero sostanzialmente lo scenario: in entrambi i casi, i sanniti, per via di un regolamento abbastanza cervellotico, sarebbero poi costretti a vincere al “Menti” il 16 maggio per alzare il trofeo. Diverso, invece, il discorso in caso di successo con 4 reti di margine: in quel caso, la differenza reti sorriderebbe ai giallorossi, che potrebbero permettersi anche un pari nell’ultima sfida in Veneto. Una combinazione complicata, che rende però evidente quanto peserà ogni singolo episodio”.
“Nel frattempo, arrivano segnali incoraggianti dall’infermeria. Vannucchi, Caldirola e Maita sono pienamente recuperati e disponibili, tre rientri che aumentano sensibilmente le opzioni a disposizione dell’allenatore. Il difensore continuerà a indossare la maschera protettiva dopo il colpo al volto rimediato contro il Cosenza, ma è regolarmente in gruppo e pronto a dare il suo contributo. Un recupero importante, così come quello del portiere e del capitano, elementi chiave per equilibrio ed esperienza. Proprio ieri, la squadra ha sostenuto una seduta a porte aperte all’Antistadio “Imbriani”, un appuntamento che ha richiamato una manciata di tifosi curiosi di osservare da vicino il lavoro dei giallorossi. L’allenamento si è sviluppato con intensità, tra esercitazioni tecniche, lavoro atletico e la consueta partitella finale, alla quale hanno preso parte anche lo stesso Floro Flores e Andrea De Falco, segno di un clima disteso ma al tempo stesso competitivo. In gruppo anche alcuni giovani della Primavera, come Donatiello, Del Gaudio e Giugliano, con quest’ultimo protagonista segnando la rete che ha di fatto chiuso la seduta. Assenti, invece, i lungodegenti Ricci, Nardi e Mehic, oltre a Simonetti, che continua il suo percorso riabilitativo dopo l’infortunio al crociato ma ha comunque seguito da bordo campo i compagni in abiti civili”.
“Sul finire dell’allenamento si è affacciato al campo anche il presidente Oreste Vigorito, presenza costante e attenta in una fase così delicata, che è rimasto per circa un’oretta. Se il presente parla di Supercoppa, il futuro ruota inevitabilmente attorno alla costruzione del Benevento versione Serie B. E qui entra in gioco anche il discorso tattico. Il 4-2-3-1 è stato il sistema che ha accompagnato la squadra nella seconda parte di stagione, garantendo equilibrio e risultati, ma non è detto che sarà il punto fermo anche in cadetteria. Floro Flores sta valutando alternative, tra cui il 4-3-3, modulo che potrebbe offrire soluzioni diverse soprattutto in fase di sviluppo offensivo. Scelte che incideranno inevitabilmente anche sulla campagna acquisti: il mercato sarà costruito in funzione dell’identità tattica che si vorrà dare alla squadra. Prima, però, c’è da chiudere un capitolo. Due partite che valgono un trofeo, ma anche molto di più: rappresentano un test credibile contro squadre che il prossimo anno saranno avversarie ie un’occasione per fare le ultime, decisive valutazioni”.





