Calcio
Supercoppa, la Strega si prepara ad entrare in scena: strada in salita e niente passi falsi con l’Arezzo per andarsi a giocare il trofeo a Vicenza
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“Il Benevento si prepara a entrare in scena nella Supercoppa di Serie C con una settimana di ritardo rispetto alle rivali, ma con un quadro già piuttosto definito. Il netto 5-2 con cui il Vicenza ha travolto l’Arezzo a domicilio ha infatti indirizzato il mini-girone e reso più complesso il cammino dei giallorossi, che debutteranno sabato 9 maggio al ‘Ciro Vigorito’ contro la squadra di Cristian Bucchi. Un risultato pesante, quello maturato in Toscana, ma anche in parte spiegabile: l’Arezzo, fresco vincitore del girone B, ha affrontato la sfida in un clima ancora festoso, concedendo spazio a molte seconde linee dopo la cavalcata conclusa allo sprint con l’Ascoli. Bucchi ha scelto di premiare chi aveva trovato meno spazio durante la stagione, trasformando di fatto la gara inaugurale in una passerella”. Lo scrive Il Mattino.
“Il Vicenza, al contrario, ha onorato l’impegno – si legge ancora – con grande determinazione, costruendo un successo largo che ora pesa come un macigno sugli equilibri del torneo. Per il Benevento, che ha osservato il turno di riposo nella prima giornata, lo scenario è delineato: per alzare la Supercoppa servirà un percorso quasi perfetto. La strada più lineare è quella di vincere entrambe le partite, prima contro l’Arezzo e poi al ‘Romeo Menti’ nella sfida conclusiva del 16 maggio. Qualsiasi altro risultato, però, apre a calcoli e combinazioni tutt’altro che semplici. Il largo successo dei berici ha infatti creato un gap importante nella differenza reti, primo criterio in caso di arrivo a pari punti. Esiste anche una strada alternativa, più tortuosa ma teoricamente percorribile: battere l’Arezzo con almeno 4 gol di scarto e poi giocarsi anche un pareggio a Vicenza. Tre reti di margine, infatti, potrebbero non bastare, perché dopo la differenza reti il regolamento premia il maggior numero di gol segnati e poi quelli realizzati in trasferta. E sotto questo aspetto il Vicenza è già avanti, avendo segnato ben 5 reti fuori casa. Dettagli che trasformano ogni minuto delle prossime gare in un potenziale spartiacque”.
“In ogni caso, un punto fermo – prosegue l’articolo – resta: il Benevento non può permettersi passi falsi. Una sconfitta contro l’Arezzo comprometterebbe seriamente ogni ambizione, perché anche vincendo in Veneto i giallorossi rischierebbero di restare a mani vuote. Diverso il discorso in caso di pareggio o vittoria di misura, risultati che lascerebbero comunque tutto aperto in vista dell’ultima giornata, ma senza offrire margini di tranquillità. La Supercoppa, del resto, è un obiettivo concreto. Il presidente Oreste Vigorito tiene particolarmente a chiudere la stagione con un altro trofeo, e lo stesso vale per Antonio Floro Flores, che ha più volte ribadito quanto detesti perdere. Anche nello spogliatoio non manca chi conosce già il sapore della vittoria, come Scognamillo e Pierozzi, pronti a mettere la propria esperienza al servizio del gruppo”.
“Il primo ostacolo sarà dunque un Arezzo che, al di là del pesante ko, sembra già fuori dai giochi. Non è da escludere che Bucchi possa continuare sulla linea della rotazione, concedendo minutaggio a chi ha giocato meno, anche perché l’obiettivo principale è già stato centrato e celebrato al termine della gara col Vicenza. Il Benevento, invece, ha potuto sfruttare un fine settimana senza impegni ufficiali, evento raro se si considera che l’ultima pausa risaliva al periodo natalizio. Floro Flores ha concesso due giorni di riposo tra sabato e domenica, utili per ricaricare le energie dopo il lungo tour de force. La squadra riprenderà ad allenarsi questa mattina all’Antistadio “Imbriani”. Il tecnico ha intenzione di schierare la miglior formazione possibile contro gli amaranto e terrà tutti sotto osservazione nei prossimi giorni. Particolare attenzione sarà rivolta a Vannucchi, Caldirola e Maita che sono tornati in gruppo la scorsa settimana e ora puntano a ritrovare la migliore condizione per essere pienamente arruolabili. Nulla da fare per i lungodegenti (Nardi, Ricci, Mehic e Simonetti)”.





