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StraBenevento, la città corre insieme: in migliaia al via per una tradizione che si rinnova da 33 anni
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Benevento si sveglia di corsa nel giorno della Festa dei Lavoratori. È il colpo d’occhio della StraBenevento, giunta alla sua 33ª edizione e organizzata dall’Amatori Podismo, a raccontare meglio di ogni numero cosa rappresenti ormai questo appuntamento per la città di Benevento. Una gara che non ha bisogno di effetti speciali: basta esserci, indossare un pettorale e lasciarsi trascinare da un rito collettivo che si rinnova ogni anno.
Sono 1113 gli atleti al via della 10 chilometri competitiva, partita come da tradizione da piazza IV Novembre. Accanto a loro, oltre duemila partecipanti per le prove non competitive da 3 e 1 chilometro. Due anime diverse, ma perfettamente integrate: chi corre contro il cronometro e chi semplicemente per vivere la città in modo diverso.
Il percorso è parte del fascino. Non un tracciato qualunque, ma un itinerario che attraversa e racconta Benevento: due giri da cinque chilometri tra viale degli Atlantici, via Meomartini, viale Mellusi, piazza Risorgimento e viale dei Rettori, fino al ritorno su corso Garibaldi. Un’alternanza continua tra tratti veloci e passaggi più tecnici, che impone ritmo e strategia. Qui l’entusiasmo va dosato: chi esagera all’inizio rischia di pagare nel finale.
E poi c’è la stracittadina, il momento in cui la corsa cambia volto. Famiglie, bambini, appassionati dell’ultima ora: la gara diventa esperienza condivisa, occasione per riappropriarsi degli spazi urbani e viverli insieme. Ma anche un appuntamento fondamentale per parlare di prevenzione attraverso la passeggiata rosa, iniziativa promossa dal Gruppo De Vizia Sanità.
Dietro tutto questo, c’è una macchina organizzativa che da oltre trent’anni lavora con continuità, facendo crescere la manifestazione nel panorama nazionale senza snaturarne l’identità. Trentatré edizioni non sono un caso, ma il segno di una tradizione consolidata.
Infine, un simbolo che ogni anno si rinnova: la medaglia. Non solo un ricordo, ma un omaggio alla città, spesso dedicato ai suoi luoghi più rappresentativi, come la Chiesa di Santa Sofia, patrimonio UNESCO. Un dettaglio che racconta come anche nello sport, qui, si corra sempre insieme alla storia.





