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Calcio

Borghini, addio al miele: “A Benevento ho lasciato un pezzetto di cuore. Andare via è stato un trauma. La Strega può essere la rivelazione del campionato”

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“A Benevento siamo stati davvero benissimo. Per me e mia moglie è stato un trauma andare via, mi è dispiaciuto molto. Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi che ci hanno dimostrato grosso affetto. È stato difficile anche lasciare il nord, ma poi al sud ti fanno sentire a casa, così è successo a noi”, parole al miele quelle di Diego Borghini al Mattino, fresco di addio al Benevento dopo appena una stagione. Il difensore si è infatti trasferito, lo scorso 27 luglio, a titolo definitivo al Guidonia Montecelio (girone B di Serie C). Borghini ha dato il suo prezioso contributo nella cavalcata promozione, giocando 22 partite. L’ex Albinoleffe, arrivato in giallorosso da svincolato un anno fa, era partito titolare con Auteri, giocando da braccetto mancino nella difesa a tre, finendo poi indietro nelle gerarchie con l’arrivo di Floro Flores, che è passato alla difesa a quattro, scegliendo Scognamillo e Saio come coppia centrale. Borghini ha giocato appena una gara da titolare nel girone di ritorno (a Caserta) e cinque spezzoni (Trapani, Catania, Sorrento, Salernitana e Giugliano). Mai una parola fuori posto, accettando le scelte dell’allenatore, il classe ’97 si è sempre allenato con serietà e professionalità, ma nelle ultime 19 partite stagionali non è mai partito dal primo minuto.

Perché l’addio alla Strega e la scelta Guidonia?

“Avevo dato la mia disponibilità a restare, ma la società ha fatto altre scelte e me lo ha comunicato. Col mio agente ho quindi cercato una soluzione che potesse soddisfarmi. Avevo un po’ di squadre, ma sono davvero contento del Guidonia, che mi ha voluto fortemente”.

Resta il ricordo di uno straordinario campionato vinto…

“È stato un percorso in crescendo. Abbiamo avuto bisogno inizialmente di tempo, perché eravamo in tanti nuovi in squadra e ci dovevamo conoscere. Una volta trovati i giusti meccanismi, non abbiamo avuto più rivali. È stata una vittoria meritatissima, fondata su un gruppo straordinario”.

La partita in cui avete capito che sareste andati in Serie B?

“Quella in casa col Picerno. Salvemini sbaglia un rigore ad inizio recupero e sembrava finita, poi il gol di Pierozzi. Una vittoria incredibile che ci ha dato carica e consapevolezza”.

Titolare con Auteri, riserva con Floro Flores. Troppo poco spazio, soprattutto nel finale di stagione?

“Mister Floro ci ha dato tanta spensieratezza e libertà, ci ha fatto solo che bene. Lui aveva delle preferenze e quindi ha fatto le sue scelte, io le ho accettate ma ho sempre lavorato con serietà e professionalità per metterlo in difficoltà, perché volevo giocarmi il posto. Ho messo il bene del Benevento davanti al mio, perché era giusto così. Mi è dispiaciuto, perché mi aspettavo di giocare di più. È stata dura da accettare”.

In giallorosso sono rimasti tanti suoi ex compagni, protagonisti della promozione. Scelta giusta della società?

“Giustissima, perché l’ossatura è importante e non andava smantellata: ci sono tanti ragazzi che la B la conoscono bene. Ci sono equilibri e connessioni importanti che saranno un’ottima base per la cadetteria. Chi è rimasto aiuterà i nuovi ad inserirsi”.

Che ruolo potrà recitare la Strega?

“Il Benevento può essere una delle squadre rivelazione, ma il campionato sarà certamente estenuante e difficile, servirà continuità. La società è ambiziosa, si sa. Finora sono stati presi tutti calciatori giusti che potranno essere utili alla causa”.

L’obiettivo del Guidonia nella stagione alle porte?

“La società ha grande ambizione e ciò mi ha sorpreso in positivo, perciò ho detto sì. Vogliamo fare un campionato importante e arrivare almeno tra le prime cinque”.

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