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Calcio

Il Catania è la squadra che spende di più in C per gli stipendi. Benevento secondo ma sono inclusi gli ingaggi dei dissidenti che incidono per oltre un milione

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Nell’intero panorama della Serie C il Benevento è la seconda squadra per ingaggi ai calciatori. Con quasi 11 milioni, la società giallorossa è quella che spende di più, dopo il Catania, primo in graduatoria con 3 milioni in più. Il club etneo elargisce ai propri calciatori ben 14 milioni e 210854 euro, di cui oltre 8 milioni sono di emolumenti fissi contrattuali e 6,1 milioni sono di premi, caricati sui contratti. 

Il Benevento spende precisamente 10 milioni e 867445 euro, di cui 8,4 milioni sono di emolumenti fissi e 2,4 milioni sono di premi contrattuali. Pure spendendo 4 milioni in meno rispetto al Catania, il Benevento è però primo in classifica in campionato. Pesano sulle casse del club gli acquisti estivi dei big Vannucchi, Scognamillo, Pierozzi, Ricci, Maita, Salvemini, Della Morte e Tumminello, ma anche l’arrivo, nella sessione invernale, di Kouan. Di contro, la scorsa estate la società di via Santa Colomba si è liberata degli ingaggi onerosi di Capellini, Berra, Meccariello, Tosca, Lanini e Starita. 

Il Benevento non ha spese per diritti d’immagine. Negli oltre 10 milioni sono, quasi certamente, conteggiati anche gli stipendi dei quattro dissidenti Acampora, Viviani, Pinato e Agazzi, di cui il Benevento si è liberato, con svincolo d’ufficio, a fine gennaio, risparmiando 1 milione circa. Appena dietro alle prime due della classe c’è la Salernitana, terza pure nella classifica stipendi. Il club del patron Iervolino spende 10,6 milioni per ingaggi ai calciatori, fatti da 8,3 milioni di emolumenti fissi e 2,3 milioni di premi contrattuali. Le spese per gli ingaggi testimoniano quindi come Catania, Benevento e Salernitana non abbiano badato a spese per centrare la promozione in Serie B. 

La quarta società della terza serie per stipendi è la Ternana, militante nel girone B (sesta in classifica), che spende 8,6 milioni, di cui 5,7 per emolumenti fissi e 2,9 per premi. Appena dietro al club umbro, c’è un’altra società del girone B, ovvero l’Arezzo (allenato dall’ex giallorosso Bucchi), che spende 8,1 milioni in ingaggi, di cui 4,2 milioni di emolumenti fissi e 3,2 milioni di premi. Gli aretini sono primi nel girone B. Dopo Catania, Benevento e Salernitana, tra i club del girone C spicca al sesto posto il Trapani che spende ben 6,8 milioni di euro, con 4,4 milioni di emolumenti fissi e 2,3 milioni di premi. 

Cifre che cozzano certamente con la posizione in classifica dei siciliani che, dopo due pesanti penalizzazioni (-15 punti) per le inadempienze finanziare della società, annaspano in zona salvezza. Appena dietro al Trapani c’è l’Union Brescia, secondo in classifica nel girone A, che spende 6,5 milioni di euro in ingaggi, di cui 3,8 milioni in emolumenti fissi e 1,7 in premi. Il club lombardo è uno dei pochi – gli altri sono Arezzo, Pontedera, Vis Pesaro e Livorno – che spende anche per diritti di immagine: oltre 900mila euro. 

Nel girone del nord Italia comanda il Vicenza che è però l’ottava società per monte ingaggi: il totale è di 6,5 milioni, di cui 5,1 fissi e 1,3 premi. Con 5,5 milioni di ingaggi c’è poi l’Ascoli, terzo nel girone B, che spende 4 milioni per emolumenti fissi e 1,5 per premi. La Triestina è ultima in classifica, con ben 23 punti di penalizzazione e 4 punti all’attivo, nel girone A, ma spende 5,1 milioni in stipendi (3,3 fissi e 1,8 premi). Prendendo in considerazione solo il girone meridionale, dopo Catania, Benevento, Salernitana e Trapani ci sono, in ordine economico, Crotone (5,1 milioni), Cosenza (4,9 milioni), Potenza (4 milioni), Casarano (3,3 milioni), Sorrento (3,1 milioni), Casertana (3 milioni), Monopoli (3 milioni), Foggia (2,7 milioni), Siracusa (2,3 milioni), Giugliano (2,2 milioni), Latina (2 milioni), Cavese (1,9 milioni), Altamura (1,7 milioni) e Picerno (1,2 milioni).

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