Calcio
Strega, il presidente Vigorito vuole la Supercoppa a tutti i costi ma a Vicenza servirà un’impresa. I 2500 spettatori di sabato fanno ancora discutere
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“Il Benevento è tornato al lavoro. I giallorossi hanno ripreso la preparazione con una seduta a porte aperte (non si è allenato Saio oltre ai lungodegenti, si è rivisto Mehic impegnato col riatletizzatore) in vista della sfida decisiva di sabato 16 maggio alle 20.30 al “Romeo Menti” contro il Vicenza (diretta RaiSport), gara che assegnerà la Supercoppa di Serie C. C’è un obiettivo chiaro nella testa della squadra e soprattutto del presidente Oreste Vigorito, che tiene particolarmente alla conquista del trofeo per chiudere nel migliore dei modi una stagione favolosa culminata con il ritorno in Serie B. La volontà del patron è forte: il Benevento vuole provarci fino in fondo, nonostante l’impresa si presenti complicata. La strada, del resto, è una sola. Ai giallorossi servirà necessariamente una vittoria in Veneto per aggiudicarsi la Coppa. Il pareggio premierebbe infatti il Vicenza, avanti nella differenza reti. Espugnare il “Menti” non sarà semplice”. Lo scrive Il Mattino.
“Il Benevento – spiega il giornale – si troverà davanti uno stadio che si preannuncia gremito e caldissimo, pronto a spingere i biancorossi verso quello che sarebbe il primo successo nella competizione. Anche per la strega, però, sarebbe una prima volta assoluta: l’unico precedente risale al 2016, quando i sanniti chiusero al terzo posto perdendo sia contro la Spal – poi vincitrice del trofeo – che contro il Cittadella, arrivato secondo. Per il Vicenza, invece, si tratta della prima partecipazione alla Supercoppa di Serie C”.
“Intanto Floro – si legge ancora – deve sciogliere dubbi di formazione: nel ruolo di terzino destro sembra intenzionato a schierare nuovamente Pierozzi dal primo minuto. Il suo ritorno garantirebbe maggiore spinta, più corsa e una copertura più consolidata in un match che si preannuncia molto combattuto sulle corsie. Oltretutto servirà anche il colpo risolutore. Rimane sempre da individuare il sostituto dello squalificato Maita. In corsa Kouan e Talia. Se l’idea sarà quella di aggredire il Vicenza e alzare il livello dell’intensità, Kouan potrebbe rappresentare la scelta più logica. Se invece il Benevento vorrà maggiore equilibrio e pulizia tecnica nella costruzione, allora Talia potrebbe essere favorito. In ogni caso, il dato resta uno: nessuno dei due è Maita. E allora bisognerà adattarsi, trovare nuove soluzioni e fare di necessità virtù”.
“Intanto – prosegue l’articolo – continua a fa discutere il dato delle presenze registrate domenica sera contro l’Arezzo. Nemmeno 2500 spettatori al “Vigorito” per una competizione nazionale rappresentano la nota stonata della serata e numeri deludenti, soprattutto se confrontati con l’entusiasmo delle scorse settimane. Contro Cavese e Audace Cerignola, nelle gare della festa e della premiazione, allo stadio c’erano più di 10 mila persone. Un dato completamente diverso rispetto alla cornice piuttosto desolante vista in Supercoppa. Non sono mancati solo gli occasionali, ma persino molti abbonati. Il passaggio da oltre 5234 tessere stagionali a meno della metà tra coloro che hanno acquistato il tagliando racconta una distanza che fa riflettere. E’ possibile che, terminati i festeggiamenti per il ritorno in Serie B, una parte consistente del pubblico abbia considerato la competizione poco attraente o comunque secondaria. Qualcun altro si è lamentato dei prezzi elevati. Altri hanno preferito l’uscita del sabato sera o invitare gli amici a casa per seguirla in tv. Eppure si tratta pur sempre di un trofeo nazionale che mette di fronte le vincitrici dei tre gironi di Serie C. La squadra si dovrebbe seguire a prescindere, magari facendo anche qualche sacrificio o rinuncia. A salvare l’atmosfera, ancora una volta, hanno pensato gli ultras della Curva Sud, garantendo sostegno costante indipendentemente dall’avversario o dalla posta in palio. Hanno cantato, incitato e sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto, confermandosi il cuore pulsante del tifo giallorosso anche in una serata tiepida dal punto di vista ambientale”.
“Ora però – conclude il quotidiano – conta soltanto il campo. Il Benevento riparte dal lavoro, dalla voglia di provarci e dalla consapevolezza di dover compiere un’autentica impresa senza il suo capitano in uno stadio caldo, un fortino quasi inespugnabile. L’ultimo obiettivo è lì, a portata di mano. Provarci fino all’ultima goccia di sudore non è soltanto un dovere: è quasi un obbligo morale verso una stagione che merita di essere chiusa nel migliore dei modi”.





