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Oliver Kragl, il cuore è ancora giallorosso: “Questa squadra può aprire un nuovo ciclo vincente. Terrei quasi tutto il gruppo”

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In giallorosso una sola stagione, me che gli è rimasta nel cuore. Oliver Kragl segue sempre con affetto le vicende di casa Benevento, dove, nel 2020, ha vinto un campionato di B da protagonista (5 gol e 8 assist). L’esterno tedesco, ora in forza al Nissa (Serie D), ha sfidato la Strega nello scorso campionato con la maglia del Trapani. Kragl ha indossato in carriera anche le casacche di Avellino, Crotone, Foggia, Frosinone ed Ascoli, dove si trasferì dopo l’annata a Benevento, compagine che ha conquistato la B nella finale playoff col Brescia. Kragl ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Mattino.

Benevento di nuovo in Serie B. Una bella gioia dopo annate difficili…

“Sono felicissimo. A Benevento sono stato una favola, tutti mi hanno trattato benissimo. Auguro ai tifosi e al presidente il meglio: con questa promozione può iniziare un nuovo ed importante ciclo. Sono state annate complicate, nelle quali sono stati commessi errori, ma la società ne ha tratto insegnamento ed è ripartita alla grande”.

Ha seguito il campionato? Si aspettava una vittoria così schiacciante dei giallorossi?


“Il Benevento ha una società organizzata e una tifoseria matura. È arrivata questa vittoria senza troppa sofferenza, perché la squadra allestita era forte e perché tutte le componenti, dentro e fuori dal campo, hanno funzionato alla perfezione. Soprattutto nel girone di ritorno la squadra ha avuto un rendimento impressionante, certamente le inseguitrici, ad un certo punto, hanno mollato”.

La delusione del girone?

“Mi aspettavo di più dal Foggia, anche lì sono stato benissimo e mi avrebbe fatto piacere facesse un campionato migliore. Quella pugliese è una piazza passionale che merita grandi palcoscenici. Purtroppo, sono retrocessi, forse avranno la fortuna di essere ripescati. Dovranno rimettersi in sesto, perché anche l’anno prossimo il girone C sarà, come sempre, molto competitivo”.

Che Serie B si aspetta? Imprevedibile e competitiva come sempre?

“In cadetteria ci sono sempre sorprese, sia in positivo che in negativo: lo dicono le retrocessioni e le promozioni di quest’anno. Il Palermo voleva salire, ma si è dovuto fermare ai playoff contro il Catanzaro che ha fatto benissimo, il Monza sembrava ad un passo dalla promozione diretta e poi ha dovuto puntare sui playoff e tutti si aspettavano Empoli, Bari e Spezia almeno nei playoff. Tre o quattro squadre partiranno per vincere, poi strada facendo se ne aggiungeranno altre”.

La rosa giallorossa ha bisogno di pochi puntelli?

“Se fossi io il direttore sportivo o il presidente, terrei gran parte del blocco squadra che ha vinto il campionato, perché i calciatori si conoscono bene tra loro e conoscono cosa vuole l’allenatore che è stato giusto confermare. Cambiare troppi giocatori significherebbe impiegare tanto tempo per trasmettere le idee di calcio del tecnico. Oltretutto il Benevento ha elementi che conoscono già benissimo la categoria, come Caldirola che ho avuto come compagno di squadra”.

Il Frosinone di quest’anno è il modello da seguire? Squadra perlopiù composta da giovani, con qualche calciatore esperto…

“Si, può essere la ricetta giusta: il Frosinone ha fatto qualcosa di straordinario e nessuno se lo aspettava. È partito senza grossi proclami, ha lavorato bene, scegliendo l’allenatore giusto e i calciatori giusti. Ora in Serie A dovrà cambiare molto e per il Benevento prendere magari qualche giovane che è stato lì può essere una buona idea”.

La ventesima squadra per il prossimo campionato cadetto è l’Ascoli.“Io tifavo Ascoli, perché anche lì ho lasciato un pezzo di cuore. È una piazza caldissima che merita la B. I marchigiani potrebbero essere una sorpresa. Sono riusciti ad avere la meglio su una squadra tosta”.

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