Calcio
Trapani, l’ultima penalizzazione per i pagamenti da un conto corrente diverso. Il 26 marzo nuova udienza per il mancato rispetto delle scadenze di febbraio
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La situazione del Trapani è sempre più delicata e, entro la fine di marzo, si dovrebbe arrivare a un punto decisivo per capire quale sarà il destino della società. I prossimi giorni, quindi, saranno fondamentali per fare chiarezza su un quadro che resta molto incerto.
Il nodo principale riguarda il pignoramento dei conti correnti del club. Questo significa che le disponibilità economiche della società risultano bloccate a causa di debiti non saldati, rendendo estremamente complicata la gestione quotidiana. Senza accesso ai propri fondi, il Trapani fatica a far fronte agli impegni più importanti, inclusi stipendi e altre spese necessarie per il funzionamento della squadra.
Questa situazione non nasce all’improvviso, ma è il risultato di criticità economiche che si trascinano da tempo. Nel corso dei mesi, infatti, non si è riusciti a risolvere i problemi finanziari, fino ad arrivare a provvedimenti più pesanti come il pignoramento. Si tratta quindi di un passaggio grave, che certifica una difficoltà strutturale della società.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche le possibili conseguenze sul piano sportivo e disciplinare. Gli organi competenti stanno osservando attentamente la vicenda e potrebbero intervenire, soprattutto se emergessero irregolarità nella gestione dei pagamenti o tentativi di aggirare i vincoli imposti dal blocco dei conti.
Nel frattempo, cresce l’attesa per capire se ci saranno sviluppi concreti: possibili soluzioni potrebbero arrivare attraverso nuovi interventi economici, cambiamenti nella gestione o altre iniziative utili a sbloccare la situazione. Tuttavia, al momento, non ci sono certezze e tutto resta in sospeso.In definitiva, il futuro del Trapani è appeso a ciò che accadrà nelle prossime settimane. La fine di marzo rappresenta una sorta di scadenza chiave: entro allora si dovrebbe capire se esistono le condizioni per andare avanti oppure se la crisi porterà a conseguenze ancora più pesanti per la società.
Le motivazioni dell’ultima penalizzazione di 5 punti inflitta per il mancato rispetto delle scadenze federali del 16 dicembre rientrano proprio nella questione pignoramento del conto corrente.
È stato lo stesso Trapani a mettere nero su bianco il pignoramento del conto corrente, almeno fino al 16 dicembre, e lo ha fatto durante la difesa nell’udienza dinanzi al Tribunale federale nazionale: conto corrente pignorato e, per questo motivo, i pagamenti degli emolumenti, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps di settembre ed ottobre, per un totale di 977 mila e 55 euro, sono avvenuti attraverso bonifici bancari ed addebiti su conti correnti intestati al socio Sport Invest ed al legale rappresentale, il presidente Valerio Antonini.
Proprio il pagamento avvenuto attraverso conti correnti diversi rispetto a quello dedicato è stato uno dei motivi per cui il Trapani è stato deferito. Tutti i pagamenti effettuati dalle società devono avvenire attraverso i conti correnti dedicati, ma i granata non hanno rispettato questa procedura. A spiegarne il motivo, nel corso della fase predibattimentale, è stata proprio la società. “Tale violazione sarebbe giustificata, secondo la difesa – evidenzia Amedeo Citarella, presidente della sezione disciplinare del Tfn – dall’impossibilità di operare sul conto corrente del Trapani, in quanto in quel momento oggetto di pignoramento”.
Problema ritenuto insormontabile per la giustizia sportiva, perché “l’avvenuto pignoramento del conto dedicato non può considerarsi una legittima causa di giustificazione, tenuto conto che l’atto con cui inizia l’espropriazione forzata, ossia il pignoramento, non è una circostanza anomala o estranea alla sfera volitiva del debitore ed è, di norma, preceduto dalla notifica del titolo esecutivo e del precetto di pagamento”. Anzi, “è piuttosto conseguenza della mancata adozione di adeguate cautele volute ad eseguire per tempo gli adempimenti effettivamente dovuti, senza giungere ad un momento in cui le pretese di terzi possano rendere difficile, o non più possibile, l’adempimento”.
I guai comunque non sono finiti perché il Trapani non ha neppure rispettato la scadenza dello scorso 16 febbraio e per questo motivo è stato oggetto di un altro deferimento dalla Procura federale. La giornata decisiva sarà il 26 marzo, quando cioè è stata convocata l’udienza dinanzi al Tribunale federale nazionale. Il Trapani rischia una nuova penalizzazione e la contestazione della recidiva.





