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Calcio

L’immortale Enrico Pezzi: “Benevento, la B è casa tua. Continuità e gruppo le chiavi per restarci. Vigorito punta sempre al massimo”

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Enrico Pezzi rientra nel novero degli “immortali”. L’ex difensore è stato protagonista, dal 2015 al 2017, del doppio salto C-A del Benevento. È stato dunque compagno di squadra dell’attuale team manager giallorosso Melara, del futuro ds Padella e del collaboratore tecnico De Falco; con De Falco, Pezzi è stato anche, nel 2022, con la formazione sammarinese del Tre Fiori, giocando i preliminari di Conference League. In B ha indossato le casacche anche di Cittadella e Carpi, mentre in Campania ha giocato anche con due compagini di Serie D: Real Casalnuovo (2023/24) e Sarnese lo scorso. Gioca ancora: in Eccellenza Emiliana, al Fratta Terme. E ha rilasciato una intervista al quotidiano Il Mattino.

Benevento di nuovo in B, esattamente come dieci anni fa…
“Mi fa molto piacere perché con la città ho mantenuto un forte legame. C’è stata qualche annata particolare, con delusioni sportive e non solo, ma la società ha saputo risollevarsi ed è tornata nella categoria che merita”. 

Ha seguito il torneo? Una superiorità così schiacciante dei giallorossi era difficile da pronosticare?
“Il raggruppamento meridionale è sempre complicato, lo era anche dieci anni fa, quando vincemmo noi: c’erano Foggia, Lecce, Catania, Juve Stabia, Casertana, Cosenza, Catanzaro. Già lo scorso anno il Benevento aveva costruito una buona squadra, c’era una buona base ed è stata data continuità al progetto. Vincere non è mai facile, in nessuna categoria: nel girone C ci sono squadre blasonate e di livello. Nella seconda parte del girone di ritorno i giallorossi hanno accumulato un vantaggio importante”.

La stagione è iniziata con il suo ex allenatore Auteri in panchina, poi la scelta di esonerarlo e puntare su Floro Flores. Si aspettava questo suo exploit?
“Auteri aveva fatto un ottimo lavoro da quando era tornato e dunque questa promozione è anche merito suo. Il cambio ha però dato una bella scossa che ha responsabilizzato i calciatori. Floro non ha stravolto, è stato bravo perché ha solo migliorato alcune cose. Per lui è stato un grande trampolino di lancio che ha colto al meglio”.

Anche il lavoro dei suoi ex compagni Melara, De Falco e Padella è stato fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo…
“De Falco è un grande amico, l’ho sentito spesso e mi ha fatto capire come nel Benevento ci sia tutto per lavorare bene ed ambire a traguardi ambiziosi. Il presidente ha certamente fatto una scelta importante ed ha avuto il consenso della piazza, cosa non da poco. Il lavoro dei ragazzi, dietro le quinte, è stato fondamentale”.

Come dieci anni fa, mantenere un’ossatura tecnica dal campionato vinto può essere il segreto per vincere in B?
“Assolutamente sì. Già quest’anno la società ha scelto giocatori abituati a vincere e a giocare anche ad un livello superiore. È una cosa che può aiutare a partire col piede giusto, poi dovrà arrivare gente motivata e che ha voglia di emergere. Ripartire da dirigenza, allenatore e alcuni calciatori può essere una scelta saggia”.

Il Benevento dovrà ambire a qualcosa in più di una tranquilla salvezza?
“Il presidente Vigorito ambisce sempre al massimo risultato. Certamente il Benevento deve sentirsi una “piccola” perché deve lottare innanzitutto per salvarsi. La B è molto competitiva ed equilibrata. Poi, durante il cammino, si potrà capire se si potrà puntare a qualcosa in più. Un po’ come successe anche a noi che ci trovammo ai playoff e li vincemmo con la forza del gruppo e con un pizzico di fortuna. Partimmo con l’obiettivo di mantenere la categoria, poi quando capimmo che potevamo giocare per un altro obiettivo, ce la mettemmo tutta”.

Chi salirà dai playoff di C?
“Il girone del sud ha più squadre competitive, campi difficili dove giocare e tifoserie passionali. Lo si sta vedendo negli spareggi, dove la maggior parte sono squadre del girone C. Ma i playoff sono talmente lunghi e complessi che è davvero difficile fare un pronostico. Potrebbero essere avvantaggiate quelle che hanno giocato meno partite e che quindi sono più fresche mentalmente e fisicamente”.

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