Calcio
Il gol come filosofia: il Benevento dimostra che per vincere bisogna attaccare. Le difese migliori trovano gloria soprattutto nei playoff
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Difendersi attaccando: è stata questa la filosofia che ha portato il Benevento a centrare la promozione in Serie B con tre giornate d’anticipo e un largo vantaggio sul Catania (12 punti). Con Auteri prima e Floro Flores poi, la Strega ha sempre interpretato in maniera propositiva le gare, mai aspettando l’avversario, ma sempre tenendo il pallino del gioco, col palleggio, e riaggredendo alto una volta persa palla, per riconquistarla subito.
E ci sono i numeri a confermare questa predisposizione dei giallorossi: 74 gol segnati (che diventano 80 se si considerano anche le gare di Coppa Italia e Supercoppa), miglior attacco di tutta la Serie C. In campionato quattro attaccanti sono andati in doppia cifra, ovvero Salvemini (13 reti), Tumminello (11 reti), Manconi (10 reti) e Mignani (10 reti); se si considerano tutte e tre le competizioni, si aggiunge pure Lamesta con 13 marcature. Anche negli altri gironi della terza serie la filosofia offensiva ha avuto la meglio sul cosiddetto “difensivismo”.
Nel girone A il Vicenza, promosso con sei giornate di anticipo e che ha chiuso con 20 punti di vantaggio sul Brescia, è stato il miglior attacco con ben 69 reti segnate. I berici hanno avuto anche il capocannoniere, Stuckler con 13 reti, affiancato dalle 11 di Morra e dalle 10 di Rauti.
Macchina da gol anche l’Arezzo, che ha centrato la promozione nel girone B vincendo il testa a testa con l’Ascoli: 64 reti per i toscani, una in più dei marchigiani secondi. Per l’ex giallorosso Bucchi fondamentali i 13 gol di Pattarello, capocannoniere del raggruppamento a pari merito con D’Uffizi (Ascoli) e Bifulco (Campobasso), i 12 di Cianci e i 10 di Tavernelli.
Curiosità: tutte e tre le promosse in B non hanno chiuso anche con la miglior difesa, per la quale hanno invece primeggiato le seconde. Con 28 reti subite il Benevento è stata la seconda miglior difesa, meglio ha fatto il Catania con 25 (Dini portiere col più alto numero di clean sheet, 22, davanti al giallorosso Vannucchi con 17); nel girone B l’Ascoli ha preso 23 gol (Vitale secondo portiere per clean sheet, 18), uno in più per l’Arezzo; nel girone A 24 gol presi per il Brescia, contro i 26 del Vicenza (Gori miglior portiere per clean sheet, 18). L’impermeabilità difensiva verrà comunque premiata dai playoff, visto che Brescia e Ascoli sono arrivate a giocarsi la promozione in finale (in semifinale ci è arrivato il Catania).
In Serie B, invece, il Venezia, promosso in A da primo in classifica, è riuscito a coniugare il miglior attacco con la miglior difesa. La squadra di Stroppa ha ricevuto in dote ben 17 reti da Adorante e 10 da Yeboah; Stankovic è stato il secondo portiere per clean sheet, 16. L’altra promossa, il Frosinone, ha chiuso col secondo miglior attacco a 76 gol: 15 marcature per Ghedjemis, 11 per Raimondo e 10 per l’ex giallorosso Calò. La squadra di Alvini ha concluso però con la quarta miglior difesa (34 reti), ma col portiere che ha parato più rigori, Palmisani, che ne ha neutralizzati 3 sui 6 calciatigli contro. La seconda miglior difesa, con 32 reti incassate, è stata invece quella del Monza, che è salito in massima serie per la porta di servizio dei playoff.
Tra i pali dei brianzoli Thiam, miglior portiere della categoria con 17 clean sheet assieme al palermitano Joronen (ma con più presenze, 42 rispetto alle 37 del rosanero). In finale, a contendere alla squadra di Bianco la Serie A, ci è arrivato il Catanzaro, quinto in classifica. Calabresi col terzo miglior attacco – 62 reti – dietro a Venezia e Frosinone, ma addirittura con la nona difesa, con 51 reti (stesso numero di gol presi dall’Entella, quattordicesima). Meno dei calabresi hanno subito squadre che hanno lottato per salvarsi, come Padova (49 reti), Sudtirol (48 gol) e Sampdoria (48 gol).





