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Calcio

Dal tracollo del 4 maggio alla cavalcata trionfale verso la Serie B. Rivoluzione, coraggio e scelte vincenti alla base del capolavoro giallorosso

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Il 4 maggio 2025 resta una ferita ancora aperta in casa Benevento. Quel pesante 1-5 interno contro la Juventus Next Gen segnò l’eliminazione dai playoff e chiuse nel peggiore dei modi una stagione dai due volti: brillante e dominante nel girone d’andata, fragile e irriconoscibile nel ritorno. Una delusione cocente, che però si è trasformata nel punto di partenza di una rinascita costruita con lucidità e decisione. Neanche il tempo di smaltire l’amarezza che la società si è rimessa al lavoro. In meno di un mese è partita una profonda opera di ristrutturazione, con l’obiettivo di ricostruire non solo la rosa, ma soprattutto lo spirito del gruppo.

Via i dissidenti, dentro un’idea chiara: creare uno spogliatoio sano, compatto e competitivo. Sono rimasti elementi chiave come Lamesta, Prisco, Manconi, Talia e Simonetti, attorno ai quali è stata costruita una squadra praticamente nuova, con ben 18 innesti. Il diesse Carli ha operato scelte mirate, puntando su calciatori di livello superiore come Scognamillo e Maita, su profili abituati a vincere come Pierozzi, oltre a giocatori affidabili per la categoria come Vannucchi, Borghini, Ricci, Salvemini e Della Morte. Non sono mancati giovani di prospettiva come Romano, Ceresoli, Saio, Mehic e Mignani, senza dimenticare il colpo dell’ultimo giorno di mercato: Tumminello, destinato a rivelarsi decisivo.

L’avvio di stagione è stato promettente, con il successo esterno di Crotone e quello casalingo contro la Casertana. Poi il primo inciampo a Casarano, in una gara segnata da tante occasioni sprecate. La squadra ha reagito con 3 vittorie nelle successive quattro partite, battendo Siracusa, Atalanta e Trapani, intervallate dal pareggio di Picerno dopo essere stata avanti di 2 gol. Tuttavia, alcune crepe hanno iniziato ad emergere: le sconfitte di Latina e Catania, con in mezzo i successi contro Altamura e Potenza, hanno evidenziato una certa discontinuità.

A complicare il quadro anche l’infortunio di Salvemini proprio al “Massimino”, l’eliminazione in Coppa a Giugliano e il pareggio contro il Sorrento, segnali che hanno portato il presidente Vigorito a riflettere sul futuro. Nonostante il netto 3-0 di Foggia, la decisione era ormai presa. Auteri, autore comunque di un ottima prima parte di stagione ha pagato la scelta di puntare su un gruppo troppo ristretto. Dopo i contatti con Modesto e Gorgone, la società ha optato per una soluzione interna, affidando la squadra ad Antonio Floro Flores. Il tecnico partenopeo ha iniziato nel solco del predecessore, confermando il 3-4-3 e vincendo all’esordio contro il Monopoli, ma la sconfitta di Cosenza in rimonta ha segnato un punto di svolta. Da lì, il cambio di sistema: passaggio al 4-2-3-1 e nuova identità. È stato il momento della svolta. Tumminello ha iniziato a segnare con continuità, Simonetti è rientrato dopo un lungo stop e la squadra ha trovato equilibrio e fiducia.

Da quel momento, il Benevento ha cambiato marcia in modo impressionante: 17 risultati utili di fila, di cui 15 vittorie. Il primo squillo è stato il clamoroso 5-1 alla Salernitana nel derby, risultato che ha proiettato i giallorossi al secondo posto e dato il via all’inseguimento al Catania. Il sorpasso è arrivato alla 20ª giornata, dopo la rimonta sul Crotone firmata da Mignani e Carfora e il contemporaneo passo falso degli etnei a Foggia. La lotta al vertice è proseguita punto a punto, ma il Benevento ha dimostrato una forza mentale superiore. La rimonta epica contro l’Atalanta, da 1-3 a 4-3, e la vittoria all’ultimo respiro contro il Picerno, entrambe con Pierozzi protagonista, hanno segnato l’allungo decisivo. Il 5-0 di Trapani ha poi consolidato il vantaggio, mentre il Catania entrava in crisi.

Nel finale, nonostante il pareggio interno con il Latina, i giallorossi hanno infilato 5 vittorie consecutive, tra cui lo scontro diretto vinto proprio contro il Catania, ancora una volta in rimonta. Determinanti anche i blitz esterni ad Altamura, Potenza e Sorrento. L’apoteosi è arrivata all’Arechi, in un derby carico di significato. Il successo contro la Salernitana ha sancito la B aritmetica, dando il via a una festa incontenibile prima sul campo e poi al ritorno in città. Dalla notte più buia di un anno fa alla luce abbagliante della promozione: il Benevento ha scritto una delle pagine più intense della sua storia, dimostrando che dalle macerie si può ripartire, ma solo con idee chiare, coraggio e un presidente capace di cambiare il destino.

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