Calcio
Campagnacci: “Strega, promozione meritata. Questa squadra può stupire anche in B. Gruppo vero, immortali scelta intelligentissima”
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Alessio Campagnacci è rimasto nel cuore dei tifosi giallorossi per quel gol al Catania che valse, dieci anni fa, un pezzo di promozione in B. L’esterno di Foligno arrivò nel Sannio, dalla Reggina, nell’estate del 2013 e vi rimase fino al gennaio 2017. Fece bene, 2 gol e 10 assist in 38 apparizioni, soprattutto nell’anno del campionato combattuto con la Salernitana (2014/15); l’anno dopo furono i problemi fisici a frenarlo, ma riuscì, con quel gol agli etnei, a lasciare comunque il segno. Nel gennaio 2017 lasciò il Benevento per trasferirsi al Siena. “La coincidenza ha voluto che l’unica partita del Benevento che sia riuscito a vedere quest’anno sia stata proprio quella col Catania”, dice Campagnacci, che ha rilasciato un intervista al quotidiano Il Mattino.
Dieci anni dopo un’altra promozione in B. Che sensazioni prova?
“Sono felicissimo per il presidente e per i tifosi. Benevento è tornata dove merita di stare. Alla piazza sono rimasto legatissimo, perché la tappa lì è stata fondamentale per la carriera”.
Nel 2015/16 c’erano Foggia e Lecce, stavolta il Benevento ha avuto la meglio di Catania e Salernitana…
“Sicuramente alle inseguitrici qualcosa è mancato. Il distacco ampio è derivato dal fatto che i giallorossi hanno commesso pochissimi errori e sono sempre riusciti a muovere la classifica. Vincere gli scontri diretti, poi, ha fatto la differenza. La continuità e la costanza sono state fondamentali. Ho visto un gruppo molto affiatato e la forza, oltre che tecnica dei singoli, è stata anche questa”.
Uno dei segreti può essere stato il ritorno degli “immortali”?
“De Falco, Padella e Melara erano già esperti da calciatori, ora possono crescere sotto altra veste. La società ci aveva visto lungo già ai tempi e anche richiamarli ora è stata una scelta azzeccata. Sono certo che i loro consigli siano stati utilissimi ai calciatori, soprattutto a trasmettere attaccamento alla maglia”.
Stavolta la promozione non è arrivata con Auteri in panchina. Credeva che il mister avrebbe guidato la squadra fino alla fine?
“Conosco benissimo mister Auteri e sapevo cosa poteva dare, ma la scelta del presidente è stata probabilmente dettata da valide ragioni e il campo ha detto che è stata giusta. Ho sentito spesso Andrea e mi ha detto che Floro Flores è un bravo allenatore e una persona per bene. Ha portato tanta spensieratezza, ma anche idee innovative e ciò ha fatto la differenza”.
Da calciatore, lei giocava esterno a piede invertito, come Lamesta, che ha fatto la differenza con 9 gol e 16 assist. È pronto per la B?
“Mi ha impressionato in quella partita col Catania, al di là del bellissimo gol segnato su punizione. Riesce a essere sempre in partita e ad essere decisivo con una giocata. In Serie C ha dimostrato di poter essere devastante. Si è migliorato di anno in anno e credo che ora possa davvero fare il salto di qualità ed ambire a essere protagonista in una categoria superiore”.
In cadetteria il segreto sarà mantenere l’ossatura della squadra che ha vinto il campionato?
“Tenere tanti giocatori non sarebbe assolutamente sbagliato, anche per un discorso tattico. Alcuni, come Scognamillo e Maita, hanno già giocato in B e quindi conoscono la categoria. Mettere dentro altri quattro o cinque giocatori di qualità ed esperti può portare a fare la differenza”.
Che campionato dovrà aspettarsi il Benevento? Negli ultimi anni la forbice tra C e B si è assottigliata?
“Assolutamente sì, la vera differenza è con la Serie A. E’ difficilissimo fare pronostici, anche perché, guardando la B attuale, a novanta minuti dal termine ci sono ancora tanti verdetti da emanare. Gli ultimi anni dicono che le neopromosse hanno sempre fatto campionati di spessore, andando oltre la semplice salvezza”.





