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Olimpiadi Milano-Cortina, Libera: “Proteggere Giochi da chi li vuole trasformare in un affare”

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Bene lo sport e i valori sani che esprime. Bene l’occasione di amicizia fra i popoli. Bene l’investimento di soldi pubblici, se gestiti correttamente». Ma il rischio, avverte Libera, è che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si trasformino in «una gara incontrollata ai profitti, non soltanto di natura lecita».

A lanciare l’allarme è Michele Martino, referente provinciale di Libera, richiamando quanto emerge dai documenti ufficiali e dai rapporti di monitoraggio sull’evento. In particolare, il riferimento è al rapporto della Direzione investigativa antimafia (Dia), secondo cui i cantieri in corso e quelli programmati «potrebbero rappresentare un’occasione per le consorterie criminali interessate a inserirsi nelle procedure di assegnazione delle gare».

«Non si tratta di voler rovinare la festa che le Olimpiadi rappresentano – ha più volte sottolineato don Luigi Ciotti – semmai di proteggere quella festa da chi vuole trasformarla in una pura occasione di lucro».

Secondo i dati diffusi da Simico, la società incaricata della realizzazione delle opere, dei 3,54 miliardi di euro spesi per le Olimpiadi di Milano-Cortina – che prenderanno il via il 6 febbraio con la cerimonia di apertura – solo il 13 per cento è destinato a opere strettamente connesse a gare ed eventi sportivi.
Il restante 87 per cento riguarda invece infrastrutture permanenti per i territori, la cosiddetta legacy.

Un dato evidenziato anche nel terzo rapporto di Open Olympics 2026, la rete civica composta da 20 organizzazioni, tra cui Libera, Wwf Italia, Italia Nostra, Legambiente, Cai, Mountain Wilderness Italia e Cipra Italia, nata per garantire trasparenza sull’impatto finanziario e ambientale dei Giochi.

«Per ogni euro destinato alle opere indispensabili ai Giochi, se ne spendono 6,6 per le opere di legacy», si legge nel rapporto.

Il problema, sottolinea Open Olympics 2026, è che la maggior parte di queste opere non sarà conclusa in tempo per le Olimpiadi e le Paralimpiadi. L’aumento dei costi delle infrastrutture di legacy incide sulla spesa complessiva per oltre 133 milioni di euro, una cifra «superiore di oltre cinque volte rispetto a quella relativa agli interventi direttamente collegati all’evento olimpico», che registrano un incremento di circa 23 milioni di euro.

Il quadro dei cantieri mostra una situazione frammentata: 16 opere risultano concluse, 51 in esecuzione, 3 in gara, 28 ancora in fase di progettazione.

Solo 42 interventi hanno una data di fine lavori prevista prima dell’inizio dei Giochi. In pratica, il 57 per cento delle opere sarà completato dopo l’evento, con l’ultimo cantiere programmato addirittura per il 2033.

Alcune infrastrutture simboliche, come la pista da bob o il villaggio olimpico di Cortina, saranno ultimate definitivamente soltanto a Giochi conclusi.

Nel frattempo, i costi complessivi continuano a crescere: l’ultimo aggiornamento parla di un aumento di 157 milioni di euro. Un’eredità fatta più di progetti e cantieri che di opere completate, sulla quale Libera e le associazioni della rete civica chiedono massima attenzione, trasparenza e controllo, affinché l’investimento pubblico non diventi terreno fertile per speculazioni e infiltrazioni criminali.

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