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Calcio

Gigi De Canio ha allenato Floro Flores al Napoli, è stato il suo primo maestro: ‘Il segreto? Serietà e continuità. Se vince nessun dubbio, va confermato’

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Nel 2001/02 Gigi De Canio ha allenato Antonio Floro Flores a Napoli. Alla soglia dei diciotto anni, lo scugnizzo del Rione Traiano, si era appena affacciato al grande calcio: in quel Napoli, appena retrocesso, giocò 14 partite. Il tecnico poi passò alla Reggina e Floro rimase in azzurro fino al 2004 “Floro Flores? Non lo ricordo”, scherza l’allenatore di Matera che in carriera ha allenato anche il Catania, in Serie A nel 2013/14, e la Ternana, nella sua ultima annata da allenatore, nel 2018/19, proprio in Serie C. A Lecce, nel 2009/10, ha vinto un campionato di Serie B. Il tecnico ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Mattino.

L’attaccante che sarebbe diventato allenatore. Se lo aspettava?

“Non potevo immaginarmelo, era davvero giovanissimo e mi ricordo benissimo di lui. Era un ragazzo che aveva tanta strada da fare e che aveva voglia di percorrerla. Vedo che sta facendo delle ottime cose e sono immensamente felice per lui”.

Che Floro Flores ha conosciuto, ormai venticinque anni fa?

“Era un ragazzo che aveva entusiasmo, passione e voglia. Giocava nella sua città e ne era entusiasta: aveva voglia di fare bene e di essere sempre all’altezza per la maglia che indossava. Era un calciatore molto serio e concentrato sulla sua attività. E queste sono qualità non indifferenti, anche per un allenatore”.

Pochissima esperienza da allenatore nei professionisti, ma tantissima da calciatore. Un aspetto che lo ha aiutato in panchina?

“Facciamo una premessa: tutti gli allenatori all’inizio hanno poca esperienza. Anche a me dicevano che in Promozione non potevo allenare. Ma se un allenatore mai comincia, mai fa esperienza. Nel caso di Antonio, il fatto di aver giocato tanto in B ed in A e di essere stato in grandi società, con grandi allenatori e grandi compagni di squadra è stato di aiuto. Anche il fatto di aver smesso qualche anno fa lo ha aiutato nell’avere il giusto approccio con i calciatori. Prima di lui c’era un allenatore molto esperto, ma credo che la scelta della società sia stata sì coraggiosa, ma pure ponderata”.

A questo punto della stagione si aspettava un Benevento con un vantaggio consistente e avviato alla promozione?

“Il Benevento ha grandi meriti, perché ha fatto la sua ottima parte. La squadra era stata costruita per essere protagonista e vincente. La continuità ha fatto la differenza, è mancata alle avversarie Catania e Salernitana, anch’esse allestite per vincere. È servita anche un pizzico di fortuna: il Benevento è stato bravo a crearsela”.

Giallorossi che già domenica col Cosenza potrebbero festeggiare la B. Il ko di Monopoli può essere frutto dell’ansia di voler raggiungere quanto prima il traguardo?

“Il momento è particolare, perché l’obiettivo si vede, ma manca ancora qualcosa. Può, fisiologicamente, succedere di avere un po’ di tensione. I calciatori devono tranquillizzarsi, ma in questo deve essere bravo anche l’allenatore”.

I giallorossi hanno già un’ossatura per affrontare il campionato cadetto?

“Sì, secondo me la squadra è già quasi pronta per una categoria superiore. Ormai tra C e B c’è una lieve differenza tecnica, che è invece maggiore tra B e massima serie. Il Benevento dovrà cambiare pochissimo, magari aggiungere qualche pedina. Sarà importante mantenere l’ossatura del gruppo che vincerà il campionato. Negli ultimi anni ci sono tantissimi esempi di squadre che hanno fatto il doppio salto immediato: il Benevento è una di queste. Stravolgere non servirà, anzi potrebbe rivelarsi deleterio”.

Floro Flores va confermato anche in B?

“L’allenatore non va confermato perché ha vinto, ma perché lo merita. Ci sono altri criteri di valutazione che il direttore sportivo Carli e il presidente Vigorito certamente conoscono e applicheranno. Un allenatore va tenuto se è bravo, umile, ambizioso, se capisce il calcio, se sa stare al passo con i tempi, aggiornandosi sempre”.

Da allenatore esperto che consiglio si sente di fare al giovane e rampante Floro Flores?

“Antonio sta vivendo questo suo momento e conosce il contesto in cui lavora, per cui io non ho consigli da dargli. Gli auguro di raggiungere ciò a cui ambisce”.

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