Calcio
Scognamillo, il vice capitano trascina e guarda avanti: ‘Mentalità vincente, questo Benevento non si accontenta. Vogliamo la Supercoppa’
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Da vicecapitano, anche Stefano Scognamillo è stato uno dei trascinatori del Benevento nella volata promozione. Il difensore ha vinto il suo terzo campionato di Serie C in carriera, dopo quelli a Trapani (2019) e Catanzaro (2023); con i calabresi alzò anche la Supercoppa di Serie C. Ritroverà, dunque, quella Serie B giocata da protagonista con i calabresi: ha altri due anni di contratto col Benevento che se lo terrà stretto anche il prossimo anno. Scognamillo ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Mattino.
Qual è stata la partita che vi ha fatto capire che avreste vinto il campionato?
“Quella di Caravaggio contro l’Atalanta. A fine primo tempo eravamo sotto di due gol, ma abbiamo ribaltato il risultato nella ripresa. È stata una vittoria che ci ha dato consapevolezza e unione”.
Si aspettava di vincere il campionato con tre turni di anticipo, accumulando anche un corposo vantaggio su due squadre forti come Catania e Salernitana?
“Onestamente no, mi aspettavo che fosse tutto in bilico fino alla fine. Personalmente, non ho mai avuto però la sensazione di poter perdere contatto con la vetta. Ad inizio campionato però avevo detto ai miei compagni che avremmo vinto il campionato a Salerno e così è stato. Non ci siamo mai esaltati nelle vittorie o depressi nelle sconfitte, ma abbiamo sempre lavorato al massimo”.
Perché, l’estate scorsa, ha lasciato Catanzaro e la Serie B per scendere di categoria?
“Sapevo di venire in una società seria, dove c’è un presidente ambizioso che mi ha convinto alla prima telefonata. Dopo averci parlato, ho detto mia moglie che ero rimasto incantato”.
Maita capitano, Scognamillo vicecapitano, ma chi altro prende la parola nello spogliatoio?
“Capitano e vicecapitano sono etichette, ma in squadra ci sono ragazzi seri come Caldirola, Vannucchi, Salvemini, Manconi, Russo e altri che sanno tenere unito il gruppo. Abbiamo dimostrato di avere valori sani. Noi più esperti abbiamo gestito i vari momenti, sia di euforia che di difficoltà”.
Partita dopo partita ha visto, al suo fianco, crescere un giovane come Saio…
“Pietro è un gran giocatore e un gran professionista, ha dimostrato di avere grandi qualità. Ora merita di misurarsi in una categoria superiore”.
C’è un compagno che l’ha particolarmente sorpresa, sia umanamente che tecnicamente?
“Prisco mi ha colpito fin dal primo allenamento: ha un piede straordinario e una rara umiltà, vuole sempre migliorarsi”.
Cosa vi ha dato Floro Flores?
“La tranquillità che ci serviva, ma anche più sicurezza, sia tattica che tecnica. Sono sicuro farà una grande carriera, perché ha idee innovative e il coraggio di dare spazio ai giovani”.
Su questa promozione c’è però anche il contributo di Auteri…
“Non va dimenticato il suo lavoro, perché quando è stato esonerato eravamo secondi, a tre punti dal primo posto. Col mister ho un rapporto forte e certamente il suo esonero è stato duro da digerire, ma da calciatore dovevo pensare solo ad allenarmi e a giocare”.
Ha giocato due semifinali playoff col Catanzaro negli ultimi due anni. Che campionato bisogna aspettarsi?
“Difficile, imprevedibile e con grande equilibrio. La classifica è sempre molto corta, bastano una vittoria o una sconfitta per ritrovarsi a lottare per obiettivi diversi. Avere una identità di gioco, da trasferire in una categoria superiore, può rappresentare un grosso vantaggio”.
Prima però c’è da vincere una Supercoppa…
“Come dice il mister “vincere aiuta a vincere” e alzare un altro trofeo con questa maglia sarebbe un grande orgoglio”.





