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Calcio

Fabio Lupo fa le carte al finale di stagione: “Il prossimo turno non sarà decisivo per la promozione, ma il Benevento merita ampiamente la posizione che occupa”

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Domenica pomeriggio Fabio Lupo ha fatto tappa al “Vigorito” per Benevento-Cosenza. Dei calabresi è stato direttore sportivo dal luglio al settembre 2025, quando ha risolto il contratto. L’ex diesse di Ascoli, Venezia, Palermo e Juve Stabia ha assistito dagli spalti all’1-1 tra le due squadre. Il dirigente abruzzese era alla Spal nell’annata 2022/23, quella in cui gli estensi retrocessero in C, insieme al Perugia e proprio al Benevento. Il diesse ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Mattino.

Un pari che sta stretto ai sanniti, per quanto visto soprattutto nel primo tempo?
“Il Benevento non ha saputo sfruttare, nei primi venti minuti di gara, le varie occasioni avute. Il Cosenza ha iniziato in maniera distratta, è stato disattento in alcune situazioni, perdendo anche palloni in uscita. I giallorossi hanno creato tanto, ma non capitalizzando; in un paio di occasioni è stato bravo anche Pompei. Quando sembrava che la partita fosse in mano al Benevento è arrivato il pari, inaspettato. Nella ripresa il Cosenza è stato molto accorto e forse il Benevento ha accusato un po’ di tensione, dettata dal peso del risultato. Nel complesso, è un pareggio che può starci”.

Quattro punti nelle ultime tre partite, ma comunque nove punti di vantaggio sul Catania. Il Benevento ha accusato un calo fisiologico in questo finale?
“Non ho visto una squadra in difficoltà sul piano fisico. Probabilmente c’è l’aspetto psicologico: quando vedi il traguardo molto vicino, è normale venga il cosiddetto braccino. C’è un po’ di frenesia nel voler arrivare quanto prima all’obiettivo. Anche nell’ambiente ho percepito una sorta di ansia e di preoccupazione. Mi aspettavo un clima più festoso”.
Lunedì prossimo giallorossi a Salerno e Catania in casa col Picerno.

A quattro giornate dal termine, può essere il primo match point promozione?
“I sanniti hanno un vantaggio importante e manca davvero poco. Ma, onestamente, non credo che il prossimo possa essere il turno decisivo. Il Benevento avrà una gara complicata, perché la Salernitana vorrà riscattare il ko di Potenza. All’Arechi ci sarà un ambiente caldo. Pure il Catania non avrà però una partita semplice, il Picerno deve salvarsi e andrà a giocarsi il tutto per tutto. Tutte le gare, da qui alla fine, saranno difficili, contro qualsiasi avversario. Sarà un finale da vivere giornata per giornata”. 

Si aspettava una lotta più serrata per la vetta fino alla fine, con anche la Salernitana coinvolta?
“Effettivamente il vantaggio che il Benevento ha, a questo punto, è una sorpresa. Mi aspettavo un torneo molto più equilibrato e non un dominio di una squadra. Certamente è merito del Benevento che ha costruito una squadra forte, ma ci sono anche i demeriti di Catania e Salernitana che hanno deluso”.

Coraggiosa la scelta di esonerare l’esperto Auteri e affidarsi al giovane Floro Flores…
“Floro Flores è stato bravo a sfruttare il lavoro del suo predecessore e poi a dare una sua impronta alla squadra. La scelta del presidente Vigorito e del direttore Carli è stata sì coraggiosa, ma assolutamente indovinata. Entrambi hanno colto i segnali della squadra, optando per il cambio in panchina, e hanno saputo guardare oltre la giovane età di Floro Flores, apprezzandone le qualità”.

Carli in scadenza di contratto. Dopo qualche critica di troppo, il lavoro del ds sta portando i suoi frutti. Sarebbe giusto confermarlo?
“Stimo Marcello come persona e come dirigente: ha lavorato con competenza, professionalità, equilibrio e conoscenze. Il suo lavoro va giudicato in toto. Personalmente credo che coerenza e continuità nelle scelte decisionali premino sempre. Il direttore ad Empoli è stato tanti anni in Serie B e tornerebbe quindi in una categoria che conosce benissimo”.

Il Benevento ha già un’ossatura per affrontare la serie cadetta?
“Ci sono esempi, come la Juve Stabia, la Carrarese, il Cesena, il Palermo e il Catanzaro che confermano come, negli ultimi anni, il livello tra Serie B e C si sia molto assottigliato. Una neopromossa, se mantiene la sua ossatura e la sua identità, può far bene anche nella categoria superiore”.

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