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Calcio

Il Palermo ci prova, ma non completa la rimonta. La finale per la serie A è Catanzaro-Monza, moglie e figlio del ds Polito in ospedale

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Il Palermo vince, ci prova fino all’ultimo e saluta tra gli applausi del “Barbera”, ma è il Catanzaro a conquistare la finale playoff di Serie B. Finisce 2-0 per i rosanero la semifinale di ritorno giocata ieri sera in Sicilia, un risultato che però non basta alla squadra di Pippo Inzaghi per ribaltare il pesantissimo 3-0 subito all’andata al “Ceravolo”. Saranno dunque i giallorossi ad affrontare il Monza nell’ultimo atto della stagione, quello che metterà in palio la promozione in Serie A. 

Il Palermo ha avuto l’ardire di crederci davvero, spinto da uno stadio carico di passione e dalla voglia di riaprire una semifinale che sembrava compromessa dopo la gara d’andata. I rosanero hanno attaccato fin dai primi minuti, mettendo pressione al Catanzaro e trovando il vantaggio con Pohjanpalo, bravo a sfruttare una delle poche vere occasioni create nella prima parte di gara. Nella ripresa è arrivato anche il raddoppio firmato da Rui Modesto, rete che ha acceso per qualche minuto la speranza di una rimonta clamorosa.

Il Catanzaro, però, ha saputo resistere nel momento più difficile, difendendo con ordine il vantaggio accumulato all’andata e riuscendo a portare a casa una qualificazione storica. La squadra calabrese ha sofferto soprattutto nella parte centrale della partita, ma ha mostrato maturità e personalità, qualità che in questi playoff hanno fatto la differenza. Alla fine è esplosa la festa giallorossa: il sogno Serie A resta vivo e adesso l’ultimo ostacolo sarà il Monza. 

Nel dopo gara, però, il risultato sportivo è passato quasi in secondo piano rispetto a quanto accaduto sugli spalti del “Barbera”. La serata è stata infatti segnata da momenti di forte tensione nella tribuna autorità, dove secondo le prime ricostruzioni sarebbe scoppiata una violenta discussione tra dirigenti calabresi e tifosi, degenerata poi in una vera e propria rissa. 

Tra i presenti c’era anche il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito. Secondo quanto denunciato dal presidente giallorosso Floriano Noto, nella confusione sarebbero stati coinvolti familiari e tesserati della società calabrese. «Da uomo del Sud mi vergogno, abbiamo assistito a scene indecorose», ha dichiarato il patron del Catanzaro, parlando di aggressioni ai danni della moglie e del figlio di Polito (che però dalle immagini si evince che avrebbe risposto a insulti e provocazioni), di altri componenti del club e perfino dei genitori del giocatore Aquilani. Sempre secondo il racconto di Noto, la madre dell’allenatore sarebbe stata trovata in lacrime e sotto shock, mentre Polito avrebbe lasciato la tribuna per accompagnare i familiari in ospedale. Due tifosi rosanero, individuati tra gli aggressori, sono stati arrestati e le indagini sono tuttora in corso.

Le immagini della tensione in tribuna hanno rapidamente fatto il giro del web e dei social, mostrando momenti di caos e l’intervento degli steward nel tentativo di riportare la situazione sotto controllo. 

In casa Palermo resta invece l’orgoglio per la reazione mostrata nella gara di ritorno ma anche la delusione per una stagione che si chiude ancora una volta senza promozione. Filippo Inzaghi, visibilmente emozionato nel post partita, ha ricevuto il sostegno del pubblico rosanero e ha voluto mandare un messaggio chiaro all’ambiente: «Non lascio il Palermo nemmeno per il Real Madrid. Ci riproveremo l’anno prossimo». Parole accolte dagli applausi dei tifosi, che hanno riconosciuto all’allenatore il lavoro svolto e il tentativo di riaprire una semifinale che sembrava ormai segnata.

Per il Catanzaro, invece, adesso c’è un ultimo passo da compiere. La finale contro il Monza del 24 e 29 maggio metterà di fronte due squadre costruite per ambire alla Serie A e promette spettacolo, tensione e un livello tecnico altissimo. I giallorossi arrivano all’appuntamento trascinati dall’entusiasmo di una città che continua a sognare il grande ritorno nel massimo campionato. Il Palermo, invece, dovrà ripartire dalle certezze emerse nella seconda parte della stagione, trasformando la delusione di oggi nella base da cui costruire il futuro. 

Con l’eliminazione della Juve Stabia, oltre al Benevento e all’Avellino, considerata la probabile salvezza del Lecce, ci saranno almeno altre due squadre del Sud in cadetteria il prossimo anno. 

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