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Calcio

Caserta esonerato, ma il Bari va sempre più a fondo. La cura Vivarini non funziona, a Empoli finisce 5-0. Giocatori si scusano coi tifosi

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Il Bari non trova pace: nonostante l’esonero di Fabio Caserta. Biancorossi sconfitti 5-0 a Empoli e costretti a chiedere scusa ai 600 tifosi arrivati in Toscana. Notte da incubo per il Bari e festa grande per l’Empoli, che alla Computer Gross Arena cala una manita (5-0) e conquista la terza vittoria consecutiva. La squadra di Dionisi conferma solidità difensiva e cinismo offensivo, portandosi a quota 20 punti e avvicinandosi alla zona playoff, mentre i pugliesi, all’esordio con Vivarini in panchina, incassano una pesante sconfitta e la dura contestazione dei tifosi.

Empoli che trova il terzo successo consecutivo, dopo le buone prestazioni offerte con Catanzaro e Avellino, terminate entrambe con una vittoria e soprattutto con la porta inviolata, impresa che agli azzurri non era mai riuscita in questa prima parte di stagione.
Dall’altra parte un Bari in grande difficoltà, che ha recentemente cambiato la guida tecnica. In settimana infatti, dopo l’esonero di Caserta è arrivato Vincenza Vivarini, che in passato ha allenato anche l’Empoli. A Vivarini l’arduo compito di raddrizzare una stagione che vede i pugliesi nelle zone più basse della classifica. Classifica che in casa Empoli è sensibilmente migliorata dopo i tre successi consecutivi e che vede ora gli azzurri a ridosso della zona playoff

Dopo l’esonero di Fabio Caserta, si è capito che il problema era solo relativamente l’allenatore. Una decisione presa in ritardo dalla società, dopo venti giorni di sosta in cui si sarebbe potuto ragionare, pianificare e intervenire con lucidità. Invece tre giorni e mezzo di silenzio, Caserta che dirige l’allenamento come se nulla fosse, e poi l’esonero comunicato a due giorni da una partita, in un periodo in cui il Bari dovrà giocare tre volte in meno di dieci giorni. Eppure Caserta paga colpe che non sono solo sue. Indicato come il meno responsabile, ma questo non significa che fosse esente da errori. La squadra non aveva gerarchie chiare, i titolari cambiavano in continuazione e i giocatori venivano impiegati spesso fuori ruolo o senza logica. Non è solo una questione di qualità tecnica della rosa: allenare significa anche valorizzare ciò che si ha, e Caserta non è riuscito a farlo. La condizione atletica di molti, poi, era al di sotto delle aspettative. Se è vero che i problemi strutturali sono enormi, è altrettanto vero che il tecnico non è riuscito a gestire il poco che aveva nel modo migliore. Molte scelte di formazione e soprattutto diversi cambi sono stati completamente sbagliati. Caserta non è l’unico colpevole, ma ha la sua parte di responsabilità.

La squadra ha giocato male, è vero, ma è stata costruita con errori macroscopici. Gli equivoci tattici, le prestazioni poco decorose, la fragilità mentale della rosa sono figli di una programmazione approssimativa. Vivarini, scelto per sostituire Caserta, è reduce da due esoneri e da un Pescara che aveva incassato 25 gol. Conosce l’ambiente, ha scritto una pagina importante nella stagione 2019-2020 portando la squadra alla finale playoff, ma trova una rosa mentalmente a terra, senza stimoli e piena di difficoltà tecniche. È una patata bollente che chiunque avrebbe paura di maneggiare. Il problema è che si cambia allenatore senza aver prima risolto le vere cause dei problemi, come se bastasse sostituire l’ultimo ingranaggio per far funzionare un motore che fa acqua da tutte le parti. Grosse responsabilità anche per la squadra. Bari è una piazza difficile, ma quando chi comanda sparisce, la squadra implode. È quello che sta succedendo oggi.

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