Calcio
La dignità non si negozia: il Benevento onora il campionato, stangata per Prosperi. Un turno anche a Floro Flores ma per ben altre ragioni
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Il giudice sportivo ha reso noti i provvedimenti disciplinari successivi alla sfida tra Benevento e Cavese, e tra le decisioni spiccano le squalifiche inflitte ai due allenatori, episodi che raccontano molto del clima acceso che ha accompagnato soprattutto il post gara.
Una giornata di stop per Antonio Floro Flores, sanzionato per aver protestato nei confronti dell’arbitro al 18° minuto della ripresa con una frase giudicata irriguardosa. Un episodio circoscritto, figlio della tensione agonistica, che nulla toglie al comportamento complessivo di una squadra e di uno staff che, ancora una volta, hanno ribadito sul campo la volontà di onorare il campionato fino in fondo.
Ben più pesante, invece, la sanzione inflitta a Fabio Prosperi, fermato per tre giornate dopo quanto accaduto al termine della partita. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, il tecnico della Cavese si sarebbe reso protagonista di un’esultanza provocatoria nei confronti della panchina avversaria, accompagnata da gesti offensivi, arrivando anche a un contatto fisico con un tesserato del Benevento con atteggiamento minaccioso. Un comportamento che ha reso necessario l’intervento di più persone per evitare conseguenze peggiori.
Ma al di là dei fatti sanzionati, ciò che lascia maggiormente perplessi è il contesto in cui questi episodi sarebbero maturati. Secondo quanto filtra, Prosperi avrebbe più volte chiesto spiegazioni sul perché il Benevento, già matematicamente promosso, abbia affrontato la gara con il massimo impegno, “giocandola alla morte”. Un interrogativo che, se confermato, apre a una riflessione più ampia sul concetto stesso di sportività.
Perché il calcio, come ogni disciplina sportiva, si fonda su principi chiari: rispetto dell’avversario, lealtà, integrità della competizione. Pretendere o anche solo insinuare che una squadra debba “scansarsi” perché ha già raggiunto il proprio obiettivo significa mettere in discussione questi valori. E significa, soprattutto, mancare di rispetto non solo all’avversario, ma al campionato, ai tifosi e a tutte le altre squadre coinvolte.
Il Benevento, da questo punto di vista, è stato coerente dall’inizio alla fine. La società e lo stesso Floro Flores avevano chiarito in più occasioni che la squadra avrebbe onorato il torneo fino all’ultimo minuto, senza concedere nulla a nessuno. E così è stato contro la Cavese, anche se poi il risultato non ha arriso ai giallorossi (il portiere metelliano Boffelli migliore in campo con almeno 3 interventi decisivi) così sarà nelle ultime due giornate contro Giugliano e Audace Cerignola.
È questa la vera essenza dello sport: giocare sempre per vincere, indipendentemente dalla classifica. Non esistono partite “da regalare”, non esistono avversari a cui concedere sconti. Esiste solo il campo, con le sue regole e la sua dignità.
In questo senso, il comportamento di Prosperi appare non solo sopra le righe, ma anche poco decoroso e distante da quei principi di etica sportiva che dovrebbero guidare ogni protagonista. La tensione, la pressione della classifica, l’importanza della posta in palio possono spiegare, ma non giustificare.
Il Benevento, invece, ha scelto la strada più difficile ma anche più giusta: quella della serietà. Una linea che non cambierà fino all’ultima giornata. Perché vincere è importante, ma esserlo con rispetto lo è ancora di più.





