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Calcio

Schiattarella ora allena la Primavera del Potenza: “Ho gufato il Sassuolo perché non battesse i nostri record. Il Benevento è una corazzata”

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Andò via col dispiacere di una retrocessione in C, prima della quale però Pasquale Schiattarella scrisse una pagina di storia recente del Benevento. Il centrocampista napoletano è stato uno dei protagonisti della promozione dei record in A, con Inzaghi in panchina. Nell’estate del 2021, dopo la retrocessione dalla massima serie, Schiattarella si trasferì al Parma, ma tornò in giallorosso appena dopo un anno. La retrocessione in C ha segnato la fine della sua esperienza con la strega, che ha salutato per andare al Potenza, ma che ha poi sfidato nel marzo 2024 (finì 0-2, doppietta di Lanini). Dopo aver chiuso col calcio giocato, centrando prima una salvezza coi rossoblu ai playout, è rimasto in Basilicata e ha iniziato la carriera da allenatore: attualmente guida la formazione Primavera potentina. “Ho preso il patentino Uefa B e sto frequentando il corso Uefa A”, dice l’ex centrocampista di Spal e Latina. Il centrocampista ha concesso a Il Mattino una bella intervista. 

Domenica si scontrano il suo presente e il suo recentissimo passato. Che gara si aspetta?
“Il Benevento è una squadra costruita per stracciare il torneo, con una allenatore esperto e navigato. Mi pare anche che l’ambiente abbia ritrovato entusiasmo, dopo la delusione dello scorso anno. Il Potenza è però una squadra forte ed organizzata, che gioca bene, grazie ad un allenatore giovane ed interessante. Sarà una bella gara, con due squadre che giocheranno a viso aperto. Mi aspetto tanti gol”. 

Benevento inarrestabile in casa, ma non ancora in trasferta. Come se lo spiega?
“Quello di Benevento è il miglior manto erboso del girone e, anche negli anni scorsi in B e in A, era uno dei migliori d’Italia. Non è facile, per giocatori tecnici come quelli giallorossi, andare su campi dove il pallone ha un rimbalzo diverso e dove c’è anche un differente appoggio del piede. Va poi detto che il Benevento in C è paragonabile al Napoli in A: tutte le avversarie puntano a dare il massimo per fare risultato”. 

Sempre domenica si gioca un match di cartello, Catania-Salernitana. Sono le due, insieme ai giallorossi, favorite per la promozione?
“Siamo all’inizio e c’è ancora grande equilibrio. Ma onestamente, dietro a Catania, Salernitana e Benevento, vedo poche altre. Crotone e Potenza potrebbero dare fastidio”. 

La leadership di Maita era ciò che mancava al Benevento?
“È un giocatore che non centra nulla con la C. È stato capitano a Bari, in B, con i biancorossi ha vinto anche il girone C che quindi conosce molto bene e ha anche già lavorato con Auteri”. 
Con l’ex barese accanto, Prisco sta mostrando una diversa consapevolezza dei propri mezzi?
“Antonio ha una qualità pazzesca, ha tempi, visione di gioco e personalità. Sono felice di vedere in prima squadra sia lui che Talia. Al Benevento vanno fatti i complimenti per come ha creduto nei giovani”.

Quella retrocessione in C, nel 2023, non cancella ciò che di bello ha vissuto in giallorosso…
“Ho scritto una pagina di storia del Benevento e ne vado fiero ed orgoglioso. Di quel campionato stravinto nel 2020 se ne parlerà per tanto tempo e i record resteranno. Ammetto di aver gufato un po’ il Sassuolo lo scorso anno e fa piacere sentire mister Inzaghi che paragona il suo Palermo a quel Benevento. Le annate storte possono capitare: per evitare quella retrocessione giocai con un ginocchio malandato. Ora sono a Potenza e ne sono felice, ma alla piazza giallorosso sono rimasto legato. Auguro al Benevento e al suo presidente di tornare nel calcio che conta”.

A chi si ispira lo Schiattarella allenatore?
“In carriera ho avuto tanti grandi allenatori, come Nicola, Maresca, Pecchia, Semplici, Inzaghi e Caserta. Ho cercato di rubare qualcosa ad ognuno di loro, ma soprattutto cerco di trasmettere le mie idee ai ragazzi, ascoltandoli molto. Sara il tempo a dire se diventerò un bravo allenatore”.

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