Calcio
Il doppio ex Armando Fucci: “Prevedo una gara tattica. Strega, niente ansia. Puoi vincere contro chiunque. Floro grande intuizione di Vigorito”
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Dodici anni al Benevento, ma anche l’esperienza in Cina: Armando Fucci ha conosciuto il calcio in tutte le salse. Sannita doc, il preparatore atletico – attualmente alla Nocerina in Serie D – è stato in giallorosso dal 1998 al 2001, vincendo il campionato di Serie C2 nella finale playoff di Lecce contro il Messina, e anche dal 2005 al 2013, vincendo la C1 nel 2008. Gioie, ma anche cocenti delusioni: le finali playoff perse nel 2007 e nel 2009 contro Potenza e Crotone. Fucci ha avuto un’esperienza in Cina, con Fabio Capello allo Jiangsu Suning nel 2017/2018 e anche con Fabio Cannavaro al Guangzhou Evergrande e nella nazionale cinese dal 2018 al 2020. Ha lavorato anche a Salerno, nel settore giovanile e in prima squadra, dal 2022 al 2025. Ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Mattino.
Che derby sarà?
“Sarà una partita molto tattica e dunque bloccata. La Salernitana vorrebbe vendicare il ko dell’andata e inoltre viene dal ko pesante di Potenza: ha bisogno di fare almeno un punto. I granata conoscono benissimo la forza dell’avversario e proveranno ad aspettare i giallorossi, cercando le ripartenze e di sfruttare gli errori. Il Benevento giocherà, come sempre, per vincere”.
Giallorossi in leggero calo nelle ultime due partite e Salernitana che vuole riscattare sia il tonfo di Potenza che quello dell’andata…
“Il Benevento sta benissimo dal punto di vista fisico, non è stato quello il problema. Nelle ultime gare i giallorossi hanno solo accusato un po’ di pressione e tensione, per la troppa smania di raggiungere quanto prima l’obiettivo. A Salerno non si vive una situazione semplice: c’è delusione per il rendimento della squadra, perché tutti si aspettavano di giocarsi la B, e anche un pizzico di preoccupazione per l’aspetto societario”.
Per il Benevento, potrà decidersi tutto all’Arechi o è più facile immaginare che il match interno con la Cavese possa essere quello decisivo per la promozione matematica?
“Il Benevento ha dimostrato di poter vincere ovunque e contro chiunque. I giallorossi non devono avere ansia, perché ormai il grosso del percorso è stato fatto. È chiaro che per avere la matematica lunedì, molto dipenderà anche dal risultato del Catania, che avrà una gara un pizzico più semplice rispetto a quella del Benevento. Festeggiare in casa con la Cavese sarebbe ovviamente, il massimo per i tifosi”.
Si aspettava un campionato più combattuto a questo punto, con Catania e Salernitana ancora in gioco?
“Il Benevento ha dimostrato di essere la più forte, ma è sorprendente vederlo primo con questo vantaggio. Catania e Salernitana, ai nastri di partenza, erano considerate le favorite, anche per storia e blasone della piazza. Ma nel calcio moderno conta ben altro. I sanniti hanno avuto una continuità impressionante nel girone di ritorno che è mancata alle altre due e ciò ha fatto la differenza”.
Floro Flores sta per coronare un percorso straordinario. Si aspettava questo impatto?
“Conobbi Floro giovanissimo, quando giocava nell’Arezzo, in un ritiro precampionato nel 2006. Mi parlò benissimo di lui un certo Antonio Conte, all’epoca allenatore dei toscani. Floro è stato bravo perché ha dato consapevolezza dei propri mezzi, serenità e leggerezza alla squadra. Soprattutto in avanti è riuscito a far rendere al massimo i singoli”.
Ma questa promozione porta anche la firma di un presidente che, ancora una volta, soldi e passione…
“Assolutamente sì, come sempre il presidente ha messo passione e soldi, allestendo una squadra competitiva, con calciatori che hanno poco a che vedere con la C. Gli va dato merito della grande intuizione di scegliere Floro”.
È stato mai vicino ad un altro ritorno in giallorosso?
“Purtroppo, no. Mi sarebbe ovviamente piaciuto, perché il Benevento è nel mio cuore. In giallorosso ho calpestato i campi polverosi delle categorie minori. Non ho avuto però la soddisfazione di respirare l’aria dei grandi stadi della Serie B e della Serie A. Da sannita, sarebbe stato qualcosa di straordinario”.





