Calcio
La festa del Benevento e l’uomo nell’ombra: niente riflettori, ma dietro il successo c’è la rivincita di Carli. Tra scelte difficili e fiducia ritrovata
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La corsa sul prato verde del presidente Vigorito, il bagno di spumante e le lacrime di Floro Flores. Ma dietro le quinte c’è sempre lo sguardo attento del direttore sportivo Marcello Carli che, lunedì sera, da lontano (non è sceso sul campo per la premiazione, bensì è rimasto in tribuna) si è goduto la festa. “La promozione è di tutti, anche di un singolo tifoso che è venuto a vedere una sola partita. Nelle cose belle partecipano tutti. A me non importa fare la classifica. So solo che mi sono goduto la festa, ho visto il presidente strafelice e i ragazzi gioire e sono contento da matti per questo risultato – ha detto il dirigente toscano dopo il match con la Cavese -. I riflettori sono per il presidente, l’allenatore e i calciatori. Ora devo soprattutto riposarmi, poi penseremo alla Serie B. Però dobbiamo chiudere bene la stagione e fare una partita seria a Giugliano.
Abbiamo un’altra competizione e non mi fa piacere aver perso. Se vogliamo crescere dobbiamo chiudere bene questo campionato”. Non solo sostituire un allenatore esperto come Auteri, con uno rampante come Floro Flores, l’altra scelta coraggiosa di Vigorito è stata quella proprio di confermare Carli. “Ho fatto degli errori e per questo mi sentivo in debito con tutti. Ho sentito la responsabilità, tanto che avevo anche pensato di fare un passo indietro”, ha svelato il ds, finito nel mirino della critica per le scelte fatte in sede di mercato nelle scorse due stagioni. Dopo gli anni in Serie A, dal 2016 al 2021 con Empoli, Cagliari e Parma, Carli ha certamente pagato lo scotto di ritrovarsi in una categoria, la Serie C, che non conosceva. Scelte sbagliate, come Meccariello, Terranova, Berra, Benedetti, Agazzi, Pinato, Bolsius, Marotta, Lanini e Ferrante, ce ne sono state, ma tutte poi sconfessate (nessuno di loro è nella rosa attuale).
Carli si è però anche trovato a gestire una rosa ingolfata dai contratti pesanti – per cifre e durata – dopo la retrocessione, riuscendo a piazzare – con annesso incasso in alcuni – tanti giocatori ormai fuori dai pani, come Moncini, Koutsoupias, Veseli, Schiattarella, Kubica, Paleari, Tello, Karic ed El Kaouakibi. Il dirigente di Colle Val D’Elsa ha avuto anche il merito di voler puntare sui prodotti del settore giovanile, come Talia e Prisco e di capire quando vendere i pezzi pregiati (Nunziante), dopo averli valorizzati, per fare cassa. Carli aveva anche scelto il primo allenatore, al ritorno in C, ovvero Matteo Andreoletti, esonerato – forse troppo in fretta – dopo 20 gare nella stagione 2023/24. Il tecnico di Alzano Lombardo ha poi dimostrato il suo valore, vincendo lo scorso anno il girone A col Padova, a conferma di come la scelta potesse essere azzeccata.
Fu proprio Carli a proporre, al presidente Vigorito, di richiamare Auteri a distanza di sette anni. Col tecnico siciliano, il ds ha instaurato un rapporto forte, fatto di confronti continui e schietti e di condivisione nelle scelte sul mercato, difendendolo e standogli accanto anche nei momenti di difficoltà. L’estate scorsa, l’ex dirigente dell’Empoli ha condotto con saggezza il mercato in entrata, mettendo i tasselli giusti nei ruoli che necessitavano, e in uscita, perfezionando cessioni che hanno portato anche denaro nelle casse del club. Sempre dietro le quinte, Carli è stato punto di riferimento silenzioso nei momenti di difficoltà, aiutando anche nel suo percorso di crescita e maturazione un aspirante ds come Padella.
Il 30 giugno scadrà il suo contratto, ma superate le difficoltà, sarebbe saggio proseguire insieme, in una categoria che Carli conosce a menadito (cinque stagioni ad Empoli, vincendo un campionato nel 2014). Vigorito ha già virtualmente confermato Floro Flores e, a campionato finito, si confronterà anche con Carli, del quale ha respinto in più di una occasione le dimissioni lo scorso anno, dimostrandogli totale stima e fiducia. Confermare un ds ha, d’altronde, un precedente benaugurante: con Salvatore Di Somma, dopo essere salito in B nel 2016, l’anno dopo il Benevento centrò anche la massima serie.





